ORDINANZA 16 luglio 2009 – Ordinanza contingibile ed urgente recante misure per garantire la tutela e il benessere degli animali di affezione anche in applicazione degli articoli 55 e 56 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163

MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI
Ricostruzione completa del testo dell’atto ORDINANZA 16 luglio 2009
Ordinanza contingibile ed urgente recante misure per garantire la tutela e il benessere degli animali di affezione anche in applicazione degli articoli 55 e 56 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. (09A10570) (GU n. 207 del 7-9-2009 )
IL MINISTRO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI
Visto  il  regolamento di polizia veterinaria approvato con decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320;
Visto l’art. 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833;
Visto l’art. 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
Vista la legge 14 agosto 1991, n. 281, concernente «Legge quadro in materia di animali d’affezione e prevenzione del randagismo»;
Visto  il  decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 febbraio  2003, concernente «Recepimento dell’accordo tra il Ministro della  salute,  le

regioni  e  le  province  autonome di Trento e di Bolzano  del  6  febbraio  2003,  recante  disposizioni in materia di benessere degli animali da

compagnia e pet-therapy», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 52 del 4 marzo 2003;
Visto l’art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1979;
Vista la legge 20 luglio 2004, n. 189;
Vista  la  Convenzione  europea  per la protezione degli animali da compagnia,  approvata a Strasburgo il 13 novembre 1987, firmata anche dall’Italia;
Visto  il  Trattato  di  Lisbona ratificato ed eseguito con legge 2 agosto  2008,  n.  130,  il quale sancisce che l’Unione europea e gli Stati  membri

tengono  conto  delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti;
Ritenuta la necessita’ e l’urgenza, in attesa di intervenire in via legislativa,   di   individuare   specifiche  ed  appropriate  misure sanitarie a garanzia

della salute, della tutela e del benessere degli animali  nel  caso  in  cui  gli  stessi  siano  affidati  secondo le procedure di cui al decreto legislativo

12 aprile 2006, n. 163;
Ravvisata,  altresi’,  la  necessita’  e  l’urgenza  di evitare che animali  di affezione possano essere trasferiti, in alcuni casi anche per  lunghe  

distanze,  in assenza di misure e prescrizioni sanitarie idonee a garantirne la tutela e il benessere ed evitarne lo stress;
Visto l’art. 650 del codice penale;
Visto  il decreto ministeriale 23 maggio 2008 recante «Delega delle attribuzioni  del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali,  per  taluni

atti  di  competenza  dell’Amministrazione  al Sottosegretario  di  Stato  on.le Francesca Martini», registrato alla Corte dei conti il 10 giugno 2008,

registro n. 4, foglio n. 27;

Ordina:

Art. 1.
1.  L’affidamento del servizio di mantenimento e gestione, da parte dei  Comuni,  dei  cani  randagi  posti sotto la loro responsabilita’ secondo  le

norme  vigenti,  deve tener conto della natura di esseri senzienti  degli  animali,  applicando  i requisiti di cui al comma 2 anche  alle  procedure  di  

cui  agli  articoli  55  e 56 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.
2.  I  Comuni,  ai  fini dell’attuazione del comma 1, quali livelli essenziali  di  tutela  e  benessere  degli  animali  sono  tenuti ad assicurare:
a)  la  microchippatura  dei  cani  e  la  contestuale  iscrizione nell’anagrafe   canina  a  nome  del  Comune  di  ritrovamento  e  la sterilizzazione

entro  il  termine  di  sessanta giorni e, comunque, sempre prima dell’eventuale trasferimento in altro Comune avvalendosi del servizio veterinario

dell’azienda sanitaria locale competente per territorio    o    di   medici   veterinari   liberi   professionisti convenzionati;
b) evitare lo stress degli animali di affezione dovuto a trasporti su  lunga distanza che comunque devono essere effettuati nel rispetto del

regolamento (CE) 1/2005 e del decreto legislativo 25 luglio 2007, n. 151;
c)  il  possesso da parte della struttura individuata di requisiti strutturali  e  condizioni  di  mantenimento  almeno  non inferiori a quelli previsti dalle

leggi regionali e dei regolamenti attuativi del territorio di provenienza dei cani;
d)    il   possesso   da   parte   della   struttura   individuata dell’autorizzazione  sanitaria e la presenza di un medico veterinario libero professionista

come responsabile sanitario;
e)  la struttura individuata per il mantenimento dei cani, inclusi eventuali   moduli  contigui  alla  struttura,  non  deve  avere  una capacita’ superiore

o superare le duecento unita’ di animali;
f)  la  capacita’ di restituzione dell’animale al proprietario che ne   faccia   richiesta,  prevedendo  la  precisa  indicazione  delle procedure e delle

modalita’ per assicurare tale restituzione;
g)  la  struttura  individuata  per il mantenimento dei cani, deve prevedere  l’accesso  alla struttura e la presenza delle associazioni riconosciute in

conformita’ alla vigente normativa regionale, onlus o enti  morali  aventi  come  finalita’ la protezione degli animali, al fine di favorire l’adozione dei

cani;
h)  garantire  attivita’  che aumentino l’adottabilita’ dei cani e l’apertura al pubblico della struttura almeno tre giorni a settimana, di  cui  uno  festivo

o prefestivo, per almeno quattro ore al giorno. L’orario  di  apertura al pubblico deve essere comunicato all’azienda sanitaria  locale  competente  per

il territorio di ritrovamento e di arrivo  degli  animali  e  deve  essere  esposto in modo ben visibile tramite apposita cartellonistica all’ingresso della

struttura;
i)  implementazione  di  ulteriori  iniziative utili a incentivare l’adozione  dei  cani  anche  attraverso  l’affissione  presso l’albo pretorio  e  altri  spazi

pubblici o apposite pagine sul proprio sito internet.
3.  I  Comuni  in  sede  di  bando  di  gara  o di convenzione e di valutazione  delle  offerte  economiche  devono prevedere principi di prelazione a

favore delle strutture che:
a)  comportino  minimi  spostamenti  degli  animali preferendo ove possibile strutture sul proprio territorio provinciale o regionale;
b)  si  avvalgono di servizi prestati da associazioni riconosciute in  conformita’ alla vigente normativa regionale, onlus o enti morali aventi come

finalita’ la protezione degli animali;
c)  siano gestite da associazioni riconosciute in conformita’ alla vigente   normativa  regionale,  onlus  o  enti  morali  aventi  come finalita’ la

protezione degli animali.
4. Il Sindaco del Comune rimane responsabile dei cani prelevati sul proprio  territorio  e collocati in strutture site in altri Comuni ed in altre regioni di

provenienza e deve:
a)  informare  del  trasferimento dei cani il servizio veterinario dell’azienda   sanitaria   locale  competente  per  territorio  della struttura individuata;
b)  effettuare  verifiche  periodiche  sullo  stato  di  salute  e benessere dei propri animali non meno di una volta l’anno;
c)  dare  comunicazione  dei  risultati  ottenuti e dello stato di salute  e  benessere  degli  animali  al Consiglio comunale anche nel Rendiconto della

gestione.
5. Il servizio veterinario dell’azienda sanitaria locale competente per   territorio   sulla   struttura   individuata   resta   comunque responsabile della

vigilanza sulla struttura stessa, sulle condizioni igienico  sanitarie  e  di  benessere degli animali e sulle azioni di prevenzione e di profilassi effettuate.