EUROPA- CONVENZIONE PER LA PROTEZIONE DEGLI ANIMALI DA COMPAGNIA (STRASBURGO 1987)

A PROPOSITO DELLA LEGGE “AMMAZZARANDAGI” APPENA APPROVATA DAL GOVERNO RUMENO….NON E’ CERTO L’ITALIA CHE PUO’ ESSERE PRESA COME BUON ESEMPIO O SCAGLIARE LA PRIMA PIETRA IN QUANTO AD APPLICAZIONE DELLA LEGGE  281/91 PERCHE’ TROPPI SINDACI E ASL VETERINARIE SONO LA CAUSA DI ORRORI CHE TUTTI BEN CONOSCIAMO, MA ALMENO LA NOSTRA LEGGE VIETA L’UCCISIONE DEI RANDAGI PERCHE’ NE STABILISCE LA TUTELA E LA PREVENZIONE METTENDO NELLE MANI DEI CITTADINI ITALIANI UN GRANDISSIMO STRUMENTO PER LOTTARE ! CHE SI PUO’ FARE, INVECE, QUANDO LA “SOLUZIONE FINALE” E’ STABILITA PER LEGGE?!?

 

LE IMMAGINI CHE CI ARRIVANO DALLA ROMANIA SONO QUELLE DI UN FILM DELL’ORRORE !

 

PUBBLICHIAMO LA CONVENZIONE DI STRASBURGO CON UN SOLO COMMENTO : POLITICI E AMMINISTRATORI OVUNQUE PREDICANO BENE E RAZZOLANO , INVECE, MALE, MOLTO MALE  E NOI CITTADINI ITALIANI ED EUROPEI CHE AMIAMO E, SOPRATTUTO, RISPETTIAMO GLI ANIMALI E I LORO DIRITTI NE ABBIAMO DAVVERO PIENE LE TASCHE !!!!

 

 

Ecco la convenzione con la preghiera di leggere con attenzione le parti evidenziate.

 

EUROPA – Convenzione per la protezione degli animali da compagnia (Strasburgo 1987)

 

 

Lunedì 28 Febbraio 2011 13:03 Scritto da Sezione Diritti Animali

 

 

In ITALIA la Direttiva è stata recepita col DLL n.116 del 27/1/1992 (in particolare si veda il cap. 3, art. 12, relativo ai randagi)

Preambolo

Gli Stati membri del Consiglio d’Europa, firmatari della presente Convenzione,

considerando che l’obiettivo del Consiglio d’Europa è di conseguireuna maggiore coesione tra i suoi membri;

riconoscendo che l’uomo ha l’obbligo morale di rispettare tutte lecreature viventi, ed in considerazione dei particolari vincoli esistenti tral’uomo e gli animali da compagnia;

considerando l’importanza degli animali da compagnia a causa del contributoche essi forniscono alla qualità della vita e dunque il loro valore perla società;

considerando le difficoltà causate dalla grande varietà di animalitenuti dall’uomo;

considerando i rischi inerenti ad una sovrappopolazione animale per l’igiene,la salute e la sicurezza dell’uomo e degli altri animali;

considerando che il mantenimento di esemplari di fauna selvatica come animalida compagnia non dovrebbe essere incoraggiato;

consapevoli delle diverse condizioni che regolano l’acquisto, il mantenimento,l’allevamento di tipo commerciale o non commerciale, la cessione ed ilcommercio di animali da compagnia;

consapevoli del fatto che gli animali da compagnia non sono sempre tenuti incondizioni atte a promuovere la loro salute ed il loro benessere;

constatando che i comportamenti nei confronti degli animali da compagnia varianonotevolmente, talvolta per mancanza di nozioni e di consapevolezza;

considerando che una norma fondamentale comune di comportamento e di prassiche porti ad una condotta responsabile da parte dei proprietari degli animalida compagnia sia un obiettivo non solo auspicabile ma anche realistico,

hanno convenuto quanto segue:

CAPITOLO I – DISPOSIZIONI GENERALI

 

Art. 1 – Definizioni

1. Per animale da compagnia si intende ogni animale tenuto, o destinatoad essere tenuto dall’uomo, in particolare presso il suo alloggio domestico,per suo diletto e compagnia.

2. Per commercio di animali da compagnia si intende l’insieme di transazionieffettuate in maniera regolare per quantitativi rilevanti ed a fini di lucro,che comportano il trasferimento di proprietà di tali animali.

3. Per allevamento e custodia di animali da compagnia a fini commerciali siintendono l’allevamento e la custodia praticati principalmente a fini dilucro per quantitativi rilevanti.

4. Per rifugio per animali si intende un istituto a fini non di lucro nel qualegli animali da compagnia possono essere tenuti in congruo numero. Qualora lalegislazione nazionale e/o le norme amministrative lo consentano, tale istitutopuò accogliere animali randagi.

5. Per animale randagio si intende ogni animale da compagnia senza alloggiodomestico o che si trova all’esterno dei limiti dell’alloggio domesticodel suo proprietario o custode e che non è sotto il controllo o la direttasorveglianza di alcun proprietario o custode.

6. Per autorità competente, si intende l’autorità designatadallo Stato membro.

 

Art. 2 – Settore di applicazione e attuazione

1. Ciascuna Parte si impegna a prendere i necessari provvedimenti per conferireeffetto alle disposizioni della presente Convenzione per quanto riguarda:

a) gli animali da compagnia tenuti da una persona fisica o morale in qualsiasialloggio domestico, o istituto per il commercio, l’allevamento e la custodiaa fini commerciali di tali animali, nonché in ogni rifugio per animali;

b) se del caso, gli animali randagi.

2. Nessuna disposizione della presente Convenzione è intesa a pregiudicarel’attuazione di altri strumenti per la protezione degli animali o per lapreservazione delle specie selvatiche in pericolo.

3. Nessuna disposizione della presente Convenzione è intesa a pregiudicarela facoltà delle Parti di adottare norme più rigorose al finedi assicurare la protezione degli animali da compagnia o l’applicazionedelle seguenti disposizioni a categorie di animali che non sono espressamentecitate nel presente strumento.

CAPITOLO II – PRINCIPI PER IL MANTENIMENTO DEGLI ANIMALI DA COMPAGNIA

 

Art. 3 – Principi fondamentali per il benessere degli animali

1. Nessuno causerà inutilmente dolori, sofferenze o angosce ad unanimale da compagnia.

2. Nessuno deve abbandonare un animale da compagnia

 

Art. 4 – Mantenimento

1. Ogni persona che tenga un animale da compagnia o che abbia accettatodi occuparsene sarà responsabile della sua salute e del suo benessere.

2. Ogni persona che tenga un animale da compagnia o se ne occupi, deve provvederealla sua installazione e fornirgli cure ed attenzione, tenendo conto dei suoibisogni etologici secondo la sua specie e la sua razza ed in particolare:

a) rifornirlo in quantità sufficiente di cibo e di acqua di sua convenienza;

b) procurargli adeguate possibilità di esercizio;

c) prendere tutti i ragionevoli provvedimenti per impedire che fugga.

3. Un animale non deve essere tenuto come animale da compagnia se:

a) le condizioni di cui al paragrafo 2 di cui sopra non sono soddisfatte, oppure

b) benché tali condizioni siano soddisfatte, l’animale non puòadattarsi alla cattività.

 

Art. 5 – Riproduzione

Qualsiasi persona la quale selezioni un animale da compagnia per riproduzione,è tenuta a tener conto delle caratteristiche anatomiche, fisiologichee comportamentali che sono di natura tale da mettere a repentaglio la saluteed il benessere della progenitura o dell’animale femmina.

 

Art. 6 – Limiti di età per l’acquisto

Nessun animale da compagnia deve essere venduto ai minori di 16 anni senzail consenso esplicito dei genitori o di altre persone che esercitano la responsabilitàparentale.

 

Art. 7 – Addestramento

Nessun animale da compagnia deve essere addestrato con metodi che possonodanneggiare la sua salute ed il suo benessere, in particolare costringendo l’animale ad oltrepassare le sue capacità o forza naturale, o utilizzando mezzi artificiali che causano ferite o dolori, sofferenze ed angosce inutili.

 

Art. 8 – Commercio, allevamento e custodia a fini commerciali, rifugi per animali

1. Qualsiasi persona la quale, all’atto dell’entrata in vigore dellaConvenzione, pratichi il commercio o l’allevamento o la custodia di animali da compagnia a fini commerciali, o gestisca un rifugio per animali deve dichiararlo all’Autorità competente entro un termine adeguato che sarà stabilito da ciascuna Parte.

Qualsiasi persona la quale intenda praticare una delle predette attività deve farne dichiarazione all’Autorità competente.

2. Questa dichiarazione deve indicare:

a) le specie di animali da compagnia in oggetto o che saranno in oggetto;

b) la persona responsabile e le sue nozioni in materia;

c) una descrizione dei locali ed attrezzature che sono o saranno utilizzati

3. Le attività di cui sopra possono essere esercitate solamente se:

a) la persona responsabile è in possesso delle nozioni e della capacitànecessarie all’esercizio di tale attività, avendo sia una formazioneprofessionale, sia un’esperienza sufficiente per quanto riguarda gli animalida compagnia;

b) i locali e le attrezzature utilizzate per l’attività soddisfanoai requisiti di cui all’articolo 4.

4. L’Autorità competente stabilisce, in base alla dichiarazione effettuata in conformità con le disposizioni del paragrafo 1, se le condizioni di cui al paragrafo 3 sono soddisfatte o meno. Qualora non fossero sufficientemente soddisfatte, l’Autorità competente raccomanda provvedimenti e vieta l’inizio o il proseguimento dell’attività se ciò è necessario ai fini della protezione degli animali.

5. L’Autorità competente deve, conformemente con la legislazione nazionale, controllare se le summenzionate condizioni sono soddisfatte o meno.

 

Art. 9 – Pubblicità, spettacoli, esposizioni, competizioni e manifestazioni analoghe

1. Gli animali da compagnia non possono essere utilizzati per pubblicità,spettacoli, esposizioni, competizioni o manifestazione analoghe a meno che

a) l’organizzatore non abbia provveduto a creare le condizioni necessarie per un trattamento di tali animali che sia conforme con i requisiti dell’articolo 4 paragrafo 2 e che

b) la loro salute ed il loro benessere non siano messi a repentaglio.

2. Nessuna sostanza deve essere somministrata ad un animale da compagnia, nessun trattamento deve essergli applicato, né alcun procedimento utilizzatoper elevare o diminuire il livello naturale delle sue prestazioni:

a) nel corso di competizioni;

b) in qualsiasi altro momento, qualora ciò possa mettere a repentagliola salute ed il benessere dell’animale.

 

Art. 10 – Interventi chirurgici

1. Gli interventi chirurgici destinati a modificare l’aspetto di unanimale da compagnia, o finalizzati ad altri scopi non curativi debbono esserevietati, in particolare:

a) il taglio della coda;

b) il taglio delle orecchie;

c) la recisione delle corde vocali;

d) l’esportazione delle unghie e dei denti.

2. Saranno autorizzate eccezioni a tale divieto solamente:

a) se un veterinario considera un intervento non curativo necessario sia perragioni di medicina veterinaria, sia nell’interesse di un determinato animale;

b) per impedire la riproduzione.

3. a) gli interventi nel corso dei quali l’animale proverà o saràsuscettibile di provare forti dolori debbono essere effettuati solamente inanestesia e da un veterinario o sotto il suo controllo;

b) gli interventi che non richiedono anestesia possono essere praticati da unapersona competente in conformità con la legislazione nazionale.

 

Art. 11 – Uccisione

1. Solo un veterinario o altra persona competente deve procedere all’uccisione di un animale da compagnia, tranne che in casi di urgenza per porre fine alle sofferenze di un animale e qualora non si possa ottenere rapidamente l’assistenza di un veterinario o di altra persona competente, o in ogni altro caso di emergenza configurato dalla legislazione nazionale. Ogni uccisione deve essere effettuata con il minimo di sofferenze fisiche e morali in considerazione delle circostanze.Il metodo prescelto, tranne che in casi di urgenza, deve:

a) sia indurre una perdita di coscienza immediata e successivamente la morte;

b) sia iniziare con la somministrazione di un’anestesia generale profondaseguita da un procedimento che arrechi la morte in maniera certa.

La persona responsabile dell’uccisione deve accertarsi della morte dell’animale prima di eliminarne la spoglia.

2. Debbono essere vietati i seguenti metodi sacrificali:

a) l’annegamento ed altri sistemi di asfissia, se non producono gli effettidi cui al paragrafo 1, comma b;

b) l’utilizzazione di qualsiasi veleno o droga di cui non sia possibile controllare il dosaggio e l’applicazione in modo da ottenere gli effetti di cui al paragrafo 1;

c) l’elettrocuzione a meno che non sia preceduta da un’immediata perditadi coscienza.

CAPITOLO III – MISURE COMPLEMENTARI PER GLI ANIMALI RANDAGI

 

Art. 12 – Riduzione del numero di animali randagi

 

Quando una Parte ritiene che il numero di animali randagi rappresenta un problema per detta Parte, essa deve adottare le misure legislative e/o amministrativenecessarie a ridurre tale numero con metodi che non causino dolori, sofferenze o angosce che potrebbero essere evitate.

a) Tali misure debbono comportare che:

I) se questi animali debbono essere catturati, ciò sia fatto con il minimodi sofferenze fisiche e morali tenendo conto della natura dell’animale;

II) nel caso che gli animali catturati siano tenuti o uccisi, ciò sia fatto in conformità con i principi stabiliti dalla presente Convenzione.

b) Le Parti si impegnano a prendere in considerazione:

I) l’identificazione permanente di cani e gatti con mezzi adeguati checausino solo dolori, sofferenze o angosce di poco conto o passeggere, come iltatuaggio abbinato alla registrazione del numero e dei nominativi ed indirizzidei proprietari;

II) di ridurre la riproduzione non pianificata dei cani e dei gatti col promuovere la loro sterilizzazione.

III) di incoraggiare le persone che rinvengono un cane o un gatto randagio,a segnalarlo all’Autorità competente.

 

Art. 13 – Eccezioni per quanto concerne la cattura, il mantenimento e l’uccisione

Le eccezioni ai principi stabiliti nella presente Convenzione relative allacattura, al mantenimento ed all’uccisione degli animali randagi sarannoaccolte solo se sono inevitabili nell’ambito dei programmi governatividi controllo delle malattie.

 

CAPITOLO IV – INFORMAZIONE ED ISTRUZIONE

 

Art. 14 – Programmi di informazione e di istruzione

Le Parti si impegnano a promuovere lo sviluppo di programmi d’informazionee di istruzione al fine di incoraggiare tra le organizzazioni e gli individuiinteressati al mantenimento, all’allevamento, all’addestramento, alcommercio ed alla custodia di animali da compagnia, la consapevolezza e la conoscenzadelle disposizioni e dei principi della presente Convenzione. In tali programmi,dovrà in particolar modo essere richiamata l’attenzione sui seguentipunti:

a) l’addestramento di animali da compagnia a fini commerciali o di competizione,da effettuarsi da parte di persone con nozioni e competenze specifiche;

b) la necessità di scoraggiare:

I) il dono di animali da compagnia ai minori di 16 anni senza l’espressoconsenso dei loro genitori o di altre persone che esercitano la responsabilitàparentale;

II) il dono di animali da compagnia come premio, ricompensa, o omaggio;

III) la procreazione non pianificata di animali da compagnia;

c) le eventuali conseguenze negative per la salute ed il benessere degli animaliselvatici, del loro acquisto o inserimento come animali da compagnia;

d) i rischi derivanti dall’acquisto irresponsabile di animali da compagniache porta ad un aumento del numero degli animali non voluti ed abbandonati.

 

CAPITOLO V – CONSULTAZIONI MULTILATERALI

 

Art. 15 – Consultazioni multilaterali

1. Le Parti procedono, entro un termine di cinque anni dall’entrata invigore della Convenzione e successivamente ogni cinque anni, ed in ogni caso tutte le volte che una maggioranza dei rappresentanti delle Parti ne faccia richiesta, a consultazioni multilaterali in seno al Consiglio d’Europa al fine di esaminare l’attuazione della Convenzione nonché l’opportunità di una revisione o estensione di alcune sue disposizioni. Tali consultazioni si svolgeranno nel corso di riunioni convocate dal Segretario Generale del Consigliod’Europa.

2. Ogni Parte ha diritto a nominare un rappresentante che partecipi a tali consultazioni.Ogni Stato membro del Consiglio d’Europa che non è Parte alla Convenzioneha diritto a farsi rappresentare a tali consultazioni da un osservatore.

3. Dopo ogni consultazione, le Parti sottopongono al Comitato dei Ministri delConsiglio d’Europa un rapporto sulla consultazione ed il funzionamento della Convenzione, includendovi, se lo ritengono necessario, proposte intese a recare emendamento agli articoli da 15 a 23 della Convenzione.

4. Fatte salve le disposizioni della presente Convenzione, le Parti stabilisconoil regolamento interno delle consultazioni.

CAPITOLO VI – EMENDAMENTI

 

Art. 16 – Emendamenti

1. Ogni emendamento agli articoli da 1 a 14, proposto da una Parte o dal Comitato di Ministri, sarà comunicato al Segretario Generale del Consiglio d’Europa che provvederà a trasmetterlo agli Stati membri del Consiglio d’Europa, ad ogni Parte, e ad ogni Stato invitato ad aderire alla Convenzionein conformità con le disposizioni dell’articolo 19.

2. Ogni emendamento proposto in conformità con le disposizioni del paragrafoprecedente, è esaminato, almeno due mesi dopo la data della sua comunicazioneda parte del Segretario Generale, nel corso di una consultazione multilaterale nella quale l’emendamento può essere approvato da una maggioranza di due terzi delle Parti. Il testo approvato è comunicato alle Parti.

3. Ogni emendamento entra in vigore alla scadenza di un periodo di dodici mesidopo la sua approvazione in occasione di una consultazione multilaterale, ameno che una delle Parti non abbia notificato obiezioni.

CAPITOLO VII – DISPOSIZIONI FINALI

 

Art. 17 – Firma, ratifica, accettazione, approvazione

La presente Convenzione è aperta alla firma degli Stati membri del Consiglio d’Europa. Essa sarà sottoposta a ratifica, accettazioneo approvazione. Gli strumenti di ratifica, di accettazione o di approvazionesaranno depositati presso il Segretario Generale del Consiglio d’Europa.

 

Art. 18 – Entrata in vigore

1. La presente Convenzione entrerà in vigore il primo giorno del mese successivo alla scadenza di un periodo di sei mesi dopo la data in cui quattroStati membri del Consiglio d’Europa abbiano espresso il loro consenso adessere vincolati dalla Convenzione, in conformità con il disposto dell’articolo17.

2. La Convenzione entrerà in vigore, per ogni Stato membro che esprimasuccessivamente il suo consenso ad essere vincolato dalla Convenzione il primogiorno del mese successivo alla scadenza di un periodo di sei mesi dopo la datadel deposito dello strumento di ratifica, di accettazione o di approvazione.

 

Art. 19 – Adesione di Stati non membri

1. Dopo l’entrata in vigore della presente Convenzione, il Comitatodei Ministri del Consiglio d’Europa potrà invitare ogni Stato nonmembro del Consiglio d’Europa ad aderire alla presente Convenzione, mediantedecisione presa a maggioranza secondo l’articolo 20 lettera d) dello Statutodel Consiglio d’Europa1 ed all’unanimità dai rappresentantidegli Stati contraenti abilitati a partecipare al Comitato dei Ministri.

2. La Convenzione entrerà in vigore, per ogni Stato membro, il primo giorno del mese successivo alla scadenza di un periodo di sei mesi dopo la data del deposito dello strumento d’adesione presso il Segretario Generale delConsiglio d’Europa.

 

Art. 20 – Clausola territoriale

1. Ogni Stato può, all’atto della firma o del deposito del propriostrumento di ratifica, di accettazione, di approvazione o di adesione, indicare il territorio o i territori ai quali si applicherà la presente Convenzione.

2. Ogni Parte può in qualsiasi momento successivo, tramite dichiarazionerivolta al Segretario Generale del Consiglio d’Europa, estendere l’applicazionedella presente Convenzione ad ogni altro territorio indicato nella dichiarazione.La Convenzione entrerà in vigore nei confronti di detto territorio ilprimo giorno del mese successivo alla scadenza di un periodo di sei mesi dopola data di ricezione della dichiarazione da parte del Segretario Generale.

3. Ogni dichiarazione fatta ai sensi dei due paragrafi precedenti potràessere ritirata, per quanto concerne ogni territorio indicato nella predettadichiarazione, mediante notifica inviata al Segretario Generale. Il ritiro avrà effetto il primo giorno del mese successivo alla scadenza di un periodo di seimesi dopo la data di ricezione della notifica da parte del Segretario Generale.

 

Art. 21 – Riserve

1. Ogni Stato può, all’atto della firma o del deposito del propriostrumento di ratifica, di accettazione, di approvazione o di adesione, dichiararedi avvalersi di una o più riserve riguardo all’articolo 6 ed alcomma a del paragrafo 1 dell’articolo 10. Nessun’altra riserva puòessere fatta.

2. Ogni Parte che abbia formulato una riserva ai sensi del paragrafo precedentepuò ritirarla interamente o in parte inviando una notifica al SegretarioGenerale del Consiglio d’Europa. Il ritiro avrà effetto alla datadi ricezione della notifica da parte del Segretario Generale.

3. La Parte che ha formulato una riserva nei riguardi di una disposizione dellapresente Convenzione non può richiedere l’applicazione di tale disposizione ad un’altra Parte; tuttavia essa può, se la riserva è parziale o condizionale, domandare l’applicazione di tale disposizione nella misurain cui essa stessa l’ha accettata.

 

Art. 22 – Denuncia

1. Ogni Parte può, in ogni tempo, denunciare la presente Convenzioneinviando una notifica al Segretario Generale del Consiglio d’Europa.

2. La denuncia avrà effetto il primo giorno del mese successivo allascadenza di un periodo di sei mesi dopo la data di ricezione della notificada parte del Segretario Generale.

 

Art. 23 – Notifiche

Il Segretario Generale del Consiglio d’Europa notificherà agliStati membri del Consiglio e ad ogni Stato che abbia aderito alla presente Convenzioneo sia stato invitato a farlo:

a) ogni firma;

b) il deposito di ogni strumento di ratifica, di accettazione, di approvazioneo di adesione;

c) ogni data di entrata in vigore della presente Convenzione conformemente congli articoli 18, 19, 20 della stessa Convenzione;

d) ogni altro atto, notifica o comunicazione relativa alla presente Convenzione.