Fac simile esposto Corte dei Conti

Esposto alla Procura regionale

Cos’è:     

Un esposto è una denuncia-segnalazione che qualsiasi cittadino può presentare di persona o inviare per corrispondenza, mediante Servizio Postale o tramite e-mail, alla Procura Regionale della Corte dei conti territorialmente competente rispetto al luogo in cui è avvenuto il presunto danno erariale.

Per Procura regionale territorialmente competente si intende, di norma, la Procura della Corte dei conti situata nella Regione in cui è avvenuto il fatto segnalato nella denuncia. 

In ogni capoluogo di regione esiste, infatti, una sede della Corte dei conti.

 

A cosa serve:

Si fa un esposto per mettere al corrente la Corte dei conti su presunte irregolarità nella gestione del denaro o del patrimonio pubblico, al fine di attivare la competente Procura Regionale per i necessari accertamenti sui fatti fino ad un’eventuale citazione in giudizio dei presunti responsabili, allo scopo di chiamarli al risarcimento del danno.

 

Dove si deve andare e cosa si deve fare:

Per presentare una denuncia-segnalazione ci si può recare fisicamente presso la sede regionale della Corte dei conti competente per territorio, presentando un esposto scritto e quanto più possibilmente particolareggiato. 

Come già accennato, una denuncia può essere presentata anche mediante il servizio postale nazionale o tramite utilizzo della posta elettronica.

Ferma restando la riservatezza sulle indagini, per conoscere se l’esposto presentato ha determinato l’apertura di una vertenza o, al contrario, la sua archiviazione, è necessario produrre una richiesta scritta e debitamente firmata (non mediante lo strumento della posta elettronica) da indirizzare al Procuratore regionale competente.

 

Quanto costa:

Fare un esposto-denuncia alla Corte dei conti non costa nulla, poiché non è prevista alcuna apposizione di bolli o spese di altra natura.

 

A quali funzionari rivolgersi:

L’esposto si consegna, se presentato di persona, all’Ufficio protocollo della Procura Regionale competente

http://www.corteconti.it/utilita/cosa_fare_per/esposto_procura_regionale/

——————————————————————————————————————-

ECCELLENTISSIMA CORTE DEI CONTI DI ………….

 

PROCURA GENERALE

 

ESPOSTO

 

 

Io sottoscritto/a ……………. nato/a a ……………….. il giorno………….,

 

PREMESSO

 

Da quanto comportano le fotografie  e i documenti allegati , tutto il territorio del comune di……. è occupato da un grande numero di animali randagi  in stato di libertà  e da animali lasciati a se stessi per innumerevoli casi di abbandono, che vagano in strada e nelle campagne e nei boschi circostanti, i quali spesso si trovano ad occupare anche parte delle carreggiate stradali, intralciando il traffico e creando serio pericolo di sinistri stradali. (fotografie allegate)

 

Gli animali non godono delle condizioni di “benessere e sussistenza” che dovrebbero essere garantiti in base alla legge 281/91 a prevenzione e tutela del randagismo (fotografie allegate) nel rispetto anche delle norme igienico –sanitarie per la sicurezza della popolazione, che, oltretutto, corre  il rischio di aggressioni causate di branchi di cani incattiviti dalla fame, dalla malattia e anche dai maltrattamenti  che spesso subiscono da parte dell’uomo.

 

Gli animali vaganti non sterilizzati inoltre si moltiplicano a dismisura aumentando in maniera esponenziale i problemi di cui sopra.

 

Pare doveroso, pertanto, interrogarsi, in situazione di tale gravita’, se il sindaco del Comune di…. abbia presentato richiesta di accesso ai fondi stanziati da Stato, Regione ed Unione Europea e destinati alla prevenzione e alla lotta al randagismo e se abbia ottenuto tali fondi. Le cifre che sono state stanziate già fin dal 1992 sono di due miliardi di lire annui (un milione ca di euro) e vengono ripartite dalla regione per il 75% agli Enti Locali, mentre il 25% viene trattenuto dalla regione stessa per gli interventi di propria competenza. Le somme stanziate sono ingenti e sono state istituite nel 1991, ben 21 anni or sono, per cui avrebbero dovuto praticamente risolvere il problema del randagismo, che, invece, è in crescita esponenziale, principalmente in alcune regioni italiane nella fattispecie in xxxxxx nome della regione sul cui territorio si trova il comune di xxxxx

 

A tutt’oggi la situazione appare di una gravità abnorme e gli animali d’affezione continuano a vagare per le strade e a riprodursi senza controllo dato che non verrebbero sterilizzati dalle Aziende Sanitarie Locali.

 

A questo proposito, nonostante tutte le segnalazioni già effettuate (allegare documentazione) da diverse associazioni e anche da numerosi privati cittadini, istanze inviate sia al sindaco del comune di….., sia ai dirigenti della ASL veterinaria di……., competente per territorio, a tutt’oggi la situazione pare semmai peggiorata come da documentazione anche fotografica allegata e i dirigenti interpellati e competenti in materia non hanno mai risposto ad alcuna richiesta di intervento. Neppure risulta che il comune e l’ASL veterinaria abbiano mai organizzato alcuna campagna informativa e di sensibilizzazione per il rispetto di animali e ambiente.

 

SI OSSERVA IN DIRITTO

 

Considerando che la Legge 14 agosto 1991, n.281, prevede e regola le Competenze dei comuni in materia di animali d’affezione e prevenzione del randagismo, stabilendo, al punto 1 dell’art 4, che “1. I comuni, singoli o associati, e le comunità montane provvedono al risanamento dei canili comunali esistenti e costruiscono rifugi per i cani nel rispetto dei criteri stabiliti con legge regionale e avvalendosi dei contributi destinati a tale finalità dalla regione”

 

Prendendo atto che l’art.3 della suddetta Legge Italiana 281/91, al n.2, stabilisce che “Le regioni provvedono a determinare, con propria legge, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, i criteri per il risanamento dei canili comunali e la costruzione dei rifugi per cani. Tali strutture devono garantire buone condizioni di vita per i cani/gatti e il rispetto delle norme igienico-sanitarie e sono sottoposte al controllo sanitario dei servizi veterinari delle unità sanitarie locali. La legge regionale determina altresì i criteri e le modalità per il riparto tra i comuni dei contributi per la realizzazione degli interventi di loro garantire buone condizioni di vita per i cani e il rispetto delle norme igienico-sanitarie e sono sottoposte al controllo competenza”

 

Il medesimo art.3, al punto successivo, specifica: “3. Le regioni adottano, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentite le associazioni animaliste, protezioniste e venatorie, che operano in ambito regionale, un programma di prevenzione del randagismo”.

 

La sopracitata Legge, all’art.2, n.5, afferma per di più che: “i cani vaganti non tatuati catturati, nonché i cani presso le strutture di cui al comma 1 dell’art 4 devono essere tatuati; se non reclamati entro il termine di sessanta giorni possono essere ceduti a privati che diano garanzie di buon trattamento o ad associazioni protezioniste, previo trattamento profilattico contro la rabbia, l’echinococcosi e altre malattie trasmissibili”

 

L’Art. 3, al n.6, suddivide la somma individuata per i provvedimenti necessari: “6. Per la realizzazione degli interventi di competenza regionale, le regioni possono destinare una somma non superiore al 25 per cento dei fondi assegnati alla regione dal decreto ministeriale di cui all’art.8, comma2. La rimanente somma è assegnata dalla regione agli enti locali a titolo di contributo per la realizzazione degli interventi di cui all’art.2”

 

La legge 281/91 viene pure disattesa laddove prevede iniziative di informazione e sensibilizzazione per il rispetto di animali e ambiente(art.3 n.4”a. iniziative di informazione da svolgere anche in ambito scolastico al fine di conseguire un corretto rapporto di rispetto della vita animale e la difesa del suo habitat”)

 

Rilevando, pertanto,che tale legge condanna l’abbandono di tali animali in quanto di affezione(art.1) e che il controllo della popolazione dei cani e dei gatti mediante la limitazione delle nascite deve essere effettuato, tenuto conto del progresso scientifico, presso i servizi veterinari delle Unità Sanitarie Locali (art 2);

 

Constatando la responsabilità degli Enti Locali preposti ed individuati chiaramente dalla legge, i quali godono di accesso a fondi consistenti e che potrebbero permettere di risolvere o quanto meno di arginare ampiamente il problema degli animali randagi,

 

tutto ciò premesso

 

CHIEDO

 

All’Autorità Contabile in indirizzo di accertare:

 

1.Le eventuali responsabilità dei soggetti coinvolti – il Comune, in persona del suo sindaco pro tempore, l’Unità Sanitaria Locale in persona del suo Dirigente pro tempore e coloro che sono stati incaricati dai medesimi nei confronti dell’erario, verificando se il Sindaco del Comune di…. abbia presentato istanza per l’accesso ai Fondi regionali destinati alla prevenzione e alla tutela del randagismo,così come all’art.3 della legge n. 281 del 14 agosto 1991

 

2.Se il comune di…. abbia ottenuto tali fondi e pertanto come abbia utilizzato tale risorse economiche destinate alla prevenzione e tutela del randagismo, assieme alla Azienda Sanitaria Locale competente, in considerazione del fenomeno del randagismo assolutamente fuori controllo nel territorio comunale indicato. Voglia l’Eccellentissima Corte valutare anche la congruità degli investimenti eventualmente effettuati in ordine ai principi di buona amministrazione ex art 97 della Costituzione e di quelli programmati in relazione alla situazione di assoluta emergenza attuale;

 

3.Nel caso in cui il Comune di….. non abbia presentato istanza di accesso ai Fondi Regionali di prevenzione e tutela del randagismo, voglia l’Eccellentissima Corte indicare le eventuali Sanzioni in cui l’Autorità Comunale incorre, per la non ottemperanza alla legge 281/1991, vista la gravissima situazione oggettiva creatasi sul territorio Comunale, soprattutto in ordine al necessario mantenimento dei cani e dei gatti nelle condizioni di benessere e sussistenza previste esplicitamente dalla Legge 281/1991 e che parrebbero assolutamente disattese. Voglia l’Eccellentissima Corte altresì verificare, in tale ipotesi, in che modo la regione non erogante abbia utilizzato tali Fondi destinati e mai richiesti dai comuni, in quanto le somme destinate alla prevenzione e alla tutela del randagismo sono veramente cospicue (Fonti ufficiali parlano di centinaia di migliaia di euro ed anche più di un milione di euro per Regione);

 

4.quali siano, in caso di accertamento per colpa e/o dolo anche in considerazione dei principi di efficienza, efficacia ed economicità costituzionalmente imposti, le misure ritenute più opportune nei confronti dei soggetti eventualmente responsabili del danno erariale cagionato oltre che dell’eventuale danno alle Persone, agli Animali stessi e all’Ambiente nel territorio comunale/regionale nonché verso i responsabili di tali violazioni alla Norme ed ai regolamenti dello Stato Italiano e delle Direttive Comunitarie in materia;

 

In fede

 

……………………………….

 

 

All.ti

 

n….. fotografie

 

n….. documenti

 

                                                                 CHIEDO

 

 

Altresì, a norma degli artt. 90 e 408 c.p.p. di essere sentito di persona dal Procuratore procedente per fornire elementi di prova, precisazioni e riscontri, qualora Codesta Onorevole Procura lo ritenesse opportuno, nonché di essere informati dell’eventuale archiviazione della presente istanza.

 

L’ esponente si riservano, inoltre, di impugnare e denunciare gli atti e i fatti suindicati, per eventuali profili amministrativi e penali, ai competenti Organi Giurisdizionali.

 

 

Indico, inoltre, quali testimoni dei fatti anche i Signori: