COMITATO NAZIONALE UGDA. “DELIRIO”, NON LEGGE:SE SFAMI UN CANE RANDAGIO NON NE DIVENTI AUTOMATICAMENTE IL PADRONE !

“Se sfami un animale randagio diventa tuo ! “

Tale affermazione non è frutto della nostra fantasia bensì ciò che spesso, in alcune regioni d’Italia e specialmente in Puglia, si sentono dire cittadini da certi agenti e , purtroppo, per esperienza, anche da certi comandanti di Polizia Municipale, che, evidentemente, non hanno mai sentito parlare di leggi a tutela e controllo del randagismo, di codice identificativo tramite microchip (forse basta un collare…) e di iscrizione in anagrafe canina regionale (esiste? Forse è un optional…). Certo, sarebbe molto comodo per i comuni “sbolognare” i cani trovando loro padroni imposti d’ufficio!

Ci sarebbe da sorridere se certe posizioni insostenibili non sfociassero spesso in veri e proprio abusi di potere.

Facciamo chiarezza una volta per tutte !

Per diventare a tutti gli effetti padrone di un cane acquistato o adottato da un canile è necessario provvedere, entro i termini previsti e specificati da ogni legge regionale di recepimento della 281/91, a dotarlo di microchip e a iscriverlo all’anagrafe canina regionale.

Come ci si deve regolare, invece, per un cane trovato per strada e cosa avviene se lo si sfama?

E’ assolutamente lecito sfamare cani randagi. Diverse sentenze hanno stabilito che nessuna legge nè nazionale nè regionale fa divieto di sfamare randagi e qualsiasi ordinanza sindacale cosidetta “affamarandagi” è illecita !

Ma.. se si sfama un animale randagio se ne diventa automaticamente il padrone?

Assolutamente no !

Dopo aver sfamato un povero animale randagio senza che nessuna legge vi obblighi a diventarne il padrone ,ecco cosa fare per farlo recuperare:

1) avvisare la Polizia Municipale della città o del paese di ritrovamento

2) la Polizia Municipale ha obbligo di far accalappiare il cane ( con i criteri più moderni previsti e senza traumatizzare l’animale!) dal servizio preposto e indicato nell’assegnazione dei bandi di gara dei comuni. Spesso il servizio di accalappiamento è effettuato da personale del canile convenzionato con il comune. L’animale deve essere portato al canile per la rilevazione di eventuale microchip al fine di avvisare il padrone del ritrovamento

3) capitolo a parte sarà dedicato ai tempi in canile dei cani trovati senza microchip

4) la presenza dell’ASL veterinaria durante un accalappiamento non è necessaria salvo che non si debba procedere tramite la somministrazione di tranquillante con cerbottana in caso di animali particolarmente spaventati o aggressivi, che non si lasciassero avvicinare. Se la Polizia Municipale si esime dal far recuperare il cane con la scusa pretestuosa della non reperibilità dell’ASL, chiedete con fermezza che si intervenga comunque in quanto la presenza del veterinario nella maggior parte dei casi non è assolutamente prevista !

5) se, invece, vi trovate nell’impossibilità di contattare la Polizia Municipale o se, nonostante le vostre richieste, nessuno interviene e ritenete che l’animale debba essere portato al sicuro, a parte una doverosa denuncia per omissione di atti d’ufficio ex art 328 cp nei confronti di chi non avesse fatto il proprio dovere, potrete portarlo a casa vostra in affido temporaneo, depositando al più presto, il giorno stesso o il giorno seguente, una denuncia di ritrovamento dell’animale presso la più vicina Caserma dei Carabinieri, Stazione di Polizia o la stessa Polizia Municipale. Nella denuncia deve essere indicato esplicitamente il luogo dove lo deterrete fino ad accertamento di eventuale microchip.Vi sono anche dei moduli di denuncia di ritrovamento già predisposti. Potrete, poi, con calma far recuperare il cane dal servizio preposto nei giorni seguenti, portarlo direttamente al canile negli orari di apertura al pubblico oppure(come auspichiamo!) verificato che il cane non abbia padrone, potrete avanzare  richiesta di adozione e farlo microchippare a nome vostro, tramite l’ASL o un veterinario privato. Entrambi avranno l’obbligo di iscrivere il cane all’anagrafe canina regionale contestualmente all’inserimento del microchip.

Detto tutto ciò nel caso in cui qualche malinformato (per usare un eufemismo) agente di Polizia Municipale dovesse ancora sostenere che chi sfama un animale randagio ne diventa automaticamente il padrone, facendo magari anche la “voce grossa”, chiedete di dimostrare con legge, articolo e comma alla mano…. dove sta scritto ! 
Vi assicuriamo che, “magicamente”,  potrete continuare a sfamare dei poveri randagi senza  diventarne automaticamente i padroni.

Alla prossima… viribus unitis !