Primo Pronto soccorso per animali selvatici

Per essere dei Volontari Attivi e per un Primo Pronto soccorso per animali selvatici!
di Giulia Bamonte


NUMERO VERDE CONTRO L’ABBANDONO E MALTRATTAMENTO ANIMALI
800.25.36.08

In Viaggio portate con VOI: numeri utili … ed un Kit di primo soccorso: acqua – guanti – siringa senza ago – sale – zucchero- cibo- disinfettante- panni vecchi ma puliti etc

Vigili Urbani – ASL Servizio Veterinario competente per territorio – animali feriti e/o vaganti in autostrada Polstrada: Polizia Stradale
. Numero Nazionale – tel. 113

Ma per gli animali selvatici?
Un riccio, un uccellino: 1515 Corpo Forestale dello Stato, Cras ( centri specializzati … procuratevi i n. nelle zone che v’interessano)
Proprio perché “selvatici”, quasi sempre uniscono paura e sgomento per la presenza “umana”, spesso sfociando in manifestazioni aggressive e complicando così ogni nostro intervento in loro aiuto : soccorrerlo e curarlo al fine di donargli nuovamente la libertà.
Restituire la LIBERTA’ se così non fosse non solo nuocereste agli equilibri naturali e al benessere dell’animale “salvato” ma potreste determinare effetti legali anche seri, in quanto esistono ben precise leggi nazionali e regionali, che regolamentano o vietano la detenzione di fauna selvatica.

La legge e gli animali feriti
Due aspetti in particolare è importante conoscere, riguardo le norme che si collegano all’attività di soccorso in natura: il divieto di detenere fauna protetta e il divieto di raccogliere uova o pulcini dai nidi.
Per evitare abusi e regolare il traffico a scopo commerciale, la legislazione deve essere molto rigida. Per gli stessi motivi l’abbattimento umanitario di animali selvatici irrecuperabili o gravemente feriti, ad opera di un privato cittadino, è formalmente equiparabile alla sua uccisione in natura.
Così non è consentita una prolungata detenzione di animali irrecuperabili e che, malgrado il soccorso, non possono ricuperare la libertà. è invece accettabile una detenzione con evidenti fini di soccorso e successiva liberazione, ma è in ogni caso opportuno richiedere l’autorizzazione, rivolgendosi all’Ufficio Caccia e Pesca della competente Amministrazione Provinciale oppure, contattare il Servizio di Reperibilità- fuori orario d’ufficio o presso il più vicino comando del Corpo Forestale dello Stato.
E’ anche possibile fare riferimento ai CRAS (Centri di Recupero Animali Selvatici), che provvedono alla raccolta, al recupero e alla riabilitazione degli animali selvatici feriti. Gli animali completamente recuperati vengono rilasciati in natura. Durante la stagione venatoria agli animali feriti dalle auto o da cause accidentali si aggiungono quelli feriti dai cacciatori.

“Uova abbandonate”, uccelli e nidiacei
Può capitare di imbattersi in un nido di uccello, soprattutto di quelle specie che ne costruiscono a terra o su arbusti bassi, con una o più uova, e pensare che si tratti di uova “abbandonate” , perché in quel momento non vi sono gli adulti nelle vicinanze, o perché al tatto risultano assolutamente fredde. Bisogna assolutamente evitare di prelevarle; infatti molte specie iniziano a incubare le uova solo dopo averne deposte un certo numero. Inoltre prelevare le uova implica avviare un’incubazione artificiale e la conseguente cura dei pulcini, che risulta estremamente complessa.
Esistono poi specie che intenzionalmente depongono le uova a terra e senza costruire veri e propri nidi, dando l’impressione di essere veramente abbandonate. è il caso di piccoli trampolieri come il Fratino e il Corriere piccolo, oppure sterne come il Fraticello e la Sterna comune, su spiagge e greti di torrenti, come anche il Succiacapre, tra la lettiera del bosco.
Gli uccelli, e soprattutto i nidiacei, sono i casi più frequenti di ritrovamento di animali selvatici in difficoltà.
In primavera, durante una passeggiata nel bosco, ma anche nel giardino di casa, o sul marciapiede, può capitare a chiunque di trovare un nidiaceo (un piccolo di uccello). Il nostro istinto ci induce a raccogliere il piccolo e portarlo a casa per “allevarlo”. Questo atteggiamento, peraltro lodevole in quanto dimostra sensibilità nei confronti della natura, non sempre si rivela il migliore per la salute del nidiaceo.
Gran parte dei nidiacei abbandona spontaneamente il nido (merli, passeri, civette…) quando ancora non sa volare bene, pur essendo seguito e alimentato dai genitori. Raccogliere uno di questi nidiacei significa strapparlo alle cure dei genitori, sicuramente più valide del più esperto e attento veterinario. Allevandoli si corre inoltre il rischio di “imprintarli” sull’uomo, facendone animali con una identità specifica deviata in modo irreversibile e non più in grado di affrontare una normale vita libera.
Se avete raccolto un nidiaceo in situazione di reale pericolo (minacciati da gatti o altri predatori, finiti in mezzo alla strada…) è importante offrirgli la massima tranquillità, al fine di evitare lo shock e l’infarto da maneggiamento, ponendolo in una scatola di cartone buia e collocata nel più breve tempo possibile in uno spazio altrettanto buio e silenzioso, a temperature mite.
Assolutamente da evitare: gabbie, sacchetti di plastica, troppi spostamenti, luoghi rumorosi, contatto con la gente.
Nel caso di uccelli adulti, feriti per scontri fortuiti con auto, cavi aerei, scontri con altri animali, il suggerimento è quello di contattare direttamente, per un intervento quanto più possibile rapido ed efficace, gli organismi di cui sopra.
Attenzione nel caso di ritrovamento di rapaci, cigni, aironi, corvidi… Alcune specie infatti reagiscono allo shock da cattura, difendendosi con beccate o unghiate pericolose per il soccorritore.
Gabbiani e soprattutto Sule e Cormorani hanno becchi dai margini molto taglienti; meno taglienti ma non piacevoli sono i colpi di becco di corvidi come Cornacchie, Gazze, Corvi e Ghiandaie.
Gli Ardeidi, in virtù della struttura del collo e del becco, sono abili infiocinatori e usano la stessa tecnica per difendersi. Anche i piccoli falchi, come il Gheppio, sono molto dinamici e aggressivi.

L’alimentazione degli uccelli
Per quanto riguarda gli uccelli, allevare e svezzare un nidiaceo non è cosa semplice e sostituirsi alla madre naturale implica, nonostante la buona volontà, un grande impegno e notevoli conoscenze su come accudire e nutrire correttamente un prematuro. E questo non solo per garantire al sua sopravvivenza e crescita, ma anche per permettere una sua futura vita in libertà.
Innanzi tutto normalmente un uccello denutrito è anche disidratato: possiamo provvedere con una siringa a cui avremo tolto l’ago, con una soluzione isotonica (scogliere in un litro d’acqua calda, un cucchiaio di zucchero e un cucchiaino di sale fine); inserendola delicatamente e lateralmente nel becco lasciar cadere alcune gocce (3 somministrazioni al giorno). Se l’animale non è eccessivamente spaventato e se vigile e assetato dovrebbe deglutire con rapidità, mentre avrà difficoltà se abbattuto e poco reattivo. Sempre da evitare il latte, indigesto, e le larve di mosca (cagnotti) per l’elevata carica batterica che possiedono.
I nidiacei difficilmente aprono il becco da soli e per questo vanno alimentati con forza: si deve tirare la pelle sotto il becco e sopra il becco. Una volta aperto inserire la camola o la carne. Per introdurre il cibo si può anche usare una pinzetta con le punte arrotondate od una siringa, senza ago naturalmente!
Per l’alimentazione dei passeriformi insettivori e carnivori (allodole, pettirossi, merli…) si dovrebbe provvedere con pastone per insettivori composto da omogeneizzato di carne e acqua calda quanto basta per renderlo fluido. Vanno bene anche, per i più grossi, pezzettini di carne cruda muscolo, cuore o macinato magro), camole del miele e della farina (si possono cercare nei negozi di caccia e pesca).
Le camole della farina hanno però un rapporto calcio-fosforo sfavorevole per il calcio; sarebbe quindi sempre necessaria un’integrazione con del carbonato di calcio in polvere (basta spolverizzarlo sulla camola prima di darla all’animale) o dell’osso di seppia sbriciolato. Utile anche aggiungere integrazione vitaminica.
Gli insettivori gradiscono anche i grilli, che si possono trovare in alcuni negozi per animali.
Per l’alimentazione dei passeriformi granivori (passeri, fringuelli, cardellini…) si dovrebbe provvedere con pastone per granivori così composto: 2 cucchiai di farina gialla, 1 cucchiaio di pastone all’uovo per canarini, 1 cucchiaino di farina bianca, 2 cucchiaini di omogeneizzato di carne/verdura e acqua calda quanto basta per renderlo fluido;
Per l’alimentazione di rondini, rondoni (v.anche sotto) e balestrucci il nutrimento ideale è costituito da camole del miele e della farina (si possono cercare nei negozi di caccia e pesca). Queste larve sono molto energetiche e riescono a fornire la quantità di proteine di cui ha bisogno la rondine per sopravvivere. Per il rondone dare 3-4 larve ogni 5-6 ore, mentre per il Balestruccio e la rondine, ne basta 1 (del miele è meglio) ogni 3 ore, ma è da spezzare.
Nel caso non si riuscisse a reperire le camole, è possibile utilizzare anche piccole dosi di carne cruda macinata (bistecca o carne trita) in piccoli pezzetti e bagnata nell’acqua prima di imbeccarli, o dell’uovo sodo (solo il rosso) con una punta di zucchero e di sale, sempre mischiato a un po’ d’acqua.

S.O.S. Rondone
Un discorso a parte meritano i rondoni, una specie che una volta involata, non si posa mai a terra. I piccoli di rondone caduti dal nido quindi non possono essere alimentati dai genitori e devono essere raccolti.
Il Rondone è una specie migratrice, nidificante comunemente nelle città. Il colore è marrone nerastro, è lungo 16 cm, le ali sono a forma di falce ed a punta. I nidi vengono allestiti in buchi di muri o di altre costruzioni umane. Le uova, 2 o 3 di colore bianco, vengono in genere depositate in tarda primavera; il periodo di covata varia dai 18 ai 25 giorni. E’ possibile trovare i nidiacei di Rondone per terra, soprattutto in primavere piovose e fredde, che impediscono ai genitori di trovare il cibo. A causa delle abitudini dei genitori, che non si posano mai a terra, perché non riuscirebbero più a spiccare il volo, i piccoli di Rondone caduti non possono né essere rimessi nel nido né vicino ad esso, al contrario di tutte le altre specie.
Sistemazione del piccolo di Rondone: si può usare una scatola per scarpe di dimensioni sufficienti affinché i piccoli non si rovinino le lunghe ali, rivestendo il fondo NON con carta, ma con stracci (privi di pericolosi filamenti) o meglio truciolato di legno, da tenere sempre molto molto pulito: le penne che si sporcano vengono danneggiate dagli urati compromettendone la funzionalità in volo. Per questo motivo non è mai possibile liberare un rondone con il piumaggio brutto o sporco! Tenere la scatola con il rondone in ambiente caldo (25°-30°C).
Alimentazione: il Rondone è insettivoro, e si nutre di “plancton” aereo, cioè insetti raccolti volando con il becco spalancato. Se alla vista del cibo i Rondoni aprono spontaneamente il becco, è sufficiente introdurre il cibo il più vicino possibile alla gola; se questo non dovesse accadere occorre forzare delicatamente l’apertura del becco, magari con l’aiuto di una seconda persona che introduce il cibo in gola. Alimenti da fornire per ogni pasto (minimo 6 pasti al giorno, meglio ancora 8, distanziati di 3 ore): 6-7 insetti oppure tarme della farina (camole) o del miele, reperibili in negozi per animali o di pesca. Sarà anche necessario somministrare qualche goccia d’acqua al giorno con un contagocce.
Liberazione: i piccoli Rondoni dovranno essere messi in libertà solo quando il piumaggio sarà completo e le ali chiuse supereranno la coda di un paio di centimetri. Esercitarli a battere le ali per formare i muscoli pettorali e abituarli al volo: basta prenderli dalle zampe (tra 2 dita con il dorso dalla mano verso l’alto) e abbassare la mano verso il suolo. Al momento della liberazione lanciarlo in alto da una posizione panoramica o in un prato abbastanza ampio, in una mattina soleggiata e priva di vento, preferibilmente dove volano altri rondoni. Potrebbe essere necessario eseguire più tentativi, ed a volte occorrono alcuni giorni di “allenamento”.
Non è mai possibile liberare un rondone con il piumaggio brutto o sporco!

S.O.S. Riccio
Relativamente ai mammiferi può capitare di rinvenire volpacchiotti che spinti dalla fame si spingono fuori dalla tana, oppure, durante una passeggiata nel bosco, si possono incontrare cuccioli di capriolo e altri cervidi acquattati a terra. ATTENZIONE: in quest’ultimo caso non si tratta di abbandono ma di normale atteggiamento mimetico che i cuccioli adottano per ripararsi dai predatori quando la madre si allontana per nutrirsi, e quindi l’ultima cosa di cui hanno bisogno è del vostro “aiuto”.
Il ritrovamento di mammiferi è meno frequente rispetto a quello degli uccelli, ma è uno dei più probabili è sicuramente quello del riccio (Erinaceus Europaeus), sia per la sua abbondanza che per la frequentazione di ambienti urbani e giardini. I ricci in inverno cadono in letargo, concedendosi occasionalmente qualche risveglio nelle giornate più tiepide. Se si rinviene un riccio in queste situazioni conviene lasciarlo dov’è senza alterare il suo “giaciglio-nascondiglio”.

S.O.S. Pipistrello
Questi piccoli straordinari mammiferi sono a rischio di estinzione a causa sia dell’inquinamento, sia della progressiva distruzione degli ambienti naturali, sia dell’intolleranza dell’uomo, e può capitare in tarda primavra o estate di imbattersi in uno di questi piccoli amici con le ali.
Bisogna innanzi tutto saper riconoscere se si tratta di un pipistrello-baby o di un adulto. I piccoli di regola nascono tra giugno e luglio. Il pipistrello-baby è molto piccolo (lunghezza del corpo 2-3 cm) ed è ricoperto unicamente da una fine peluria, mentre il corpo dell’adulto è ricoperto di pelo (lunghezza del corpo 4-5 cm. Apertura alare ca. 20 cm.)
a) Hai trovato un pipistrello-baby e sai dove si trova il rifugio?
Se sai dove si trova il rifugio puoi tentare di mettere il piccolo il più vicino possibile all’imbocco, con la speranza che vi si infili dentro. Se non funziona continua col punto b).
b) Hai trovato un pipistrello-baby, ma non sai dove si trova il rifugio?
Se l’imbocco del rifugio è inaccessibile o se non sai dov’è localizzato, bisogna procedere nel modo seguente. Poco prima del tramonto prendi una ciotola dalle pareti lisce, un bicchiere un po’ alto e una calza. Rivesti il bicchiere con la calza e appoggialo con l’apertura verso il basso nella ciotola. Attenzione: il bicchiere deve sporgere dal bordo della ciotola! Metti la ciotola là dove è stato trovato il piccolo in un luogo ben esposto, rialzato e al sicuro dai gatti (parapetto del balcone, davanzale della finestra, tavolo, ecc). Posa il pipistrellino in cima al bicchiere e lascialo lì tutta la notte.
Normalmente il piccolo comincia subito a chiamare la madre emettendo ultrasuoni.
Questa lo riconoscerà dal richiamo e verrà a cercarlo. Dopo avergli volteggiato attorno atterrerà sul bicchiere e il piccolo si aggrapperà al suo ventre. Assieme raggiungeranno il rifugio.
Qualora il piccolo pipistrello non venisse recuperato dalla madre rivolgersi agli esperti … i
c) Hai trovato un pipistrello adulto?
In questo caso si tratta probabilmente di un giovane adulto (sub-adulto) che, imparando a volare, è caduto o è planato malamente, senza più riuscire a ripartire. Potrebbe però anche trattarsi di un adulto che è semplicemente atterrato su un pavimento troppo liscio (p.es. sulle mattonelle del terrazzo) per riuscire a riprendere il volo.
Dopo aver indossato dei guanti di pelle o aver preso un asciugamano, verifica che non sia ferito, soprattutto se è stato il gatto ad averlo portato in casa. Apri le ali e osserva bene che la membrana non abbia buchi più larghi di due millimetri o lacerazioni.
Se l’animale è in salute e ti sembra vispo puoi fare il seguente tentativo: mettilo in una scatola di cartone con uno straccetto o della carta da cucina e dell’acqua (usa il coperchietto di un vasetto di vetro). Il coperchio della scatola deve essere bucherellato. All’imbrunire prendi il pipistrello (sempre con i guanti o con l’asciugamano) e posalo ad almeno un metro e mezzo dal suolo sul tronco di un albero senza rami o su un muro (attenzione ai gatti). Se è in salute spiccherà il volo. Se la mattina seguente non è partito, significa che ha bisogno di cure. Rimettilo nella scatola e contattaci.
2. Ritrovamento di un pipistrello in inverno (tra novembre e marzo)
Può capitare che durante gli inverni con clima irregolare o all’inizio della primavera i pipistrelli si sveglino anzi tempo dal letargo e comincino a volare, anche di giorno, a caccia dei primi insetti. Un improvviso calo della temperatura può impedire ai pipistrelli di trovare subito un rifugio idoneo. E’ così che a volte essi entrano nei locali caldi di un’abitazione. Questi animali vengono spesso trovati solo dopo qualche giorno, disidratati e allo stremo delle forze (le riserve di grasso sono esaurite). Dopo aver indossato un paio di guanti di pelle, cerca di dar loro da bere qualche goccia d’acqua con un contagocce pulito o una cannuccia. Mettili in una scatola con uno straccio o con della carta da cucina e dell’acqua (usa il coperchietto di un vasetto di vetro). Chiudi con un coperchio bucherellato. Posa ora la scatola in un locale fresco con temperatura costante (tra 1 e 10 gradi; p.es. in cantina). Il caldo terrebbe sveglio il pipistrello costringendolo a consumare ancora più energie. Al fresco cadrà invece in torpore o in letargo. Contattaci per ricevere ulteriori informazioni.
Se hai trovato un pipistrello nella catasta di legna, prendi l’animale con un guanto di pelle o un asciugamano e deponilo subito in un pezzo della catasta che non verrà utilizzato durante l’inverno. Se ciò non fosse possibile, metti il pipistrello in una scatola di cartone ben chiusa munita di piccoli fori per l’aria, posala in un locale fresco e contattaci.
3. Un pipistrello è entrato in casa tua
Non avere timore! Si tratta probabilmente di un giovane pipistrello alle prime esperienze di volo. E’ sicuramente un animale spaventato, ma assolutamente innocuo. Gira da un lato all’altro del locale sondando col ‘sonar’ la presenza di aperture per uscire. Puoi aiutarlo aprendo bene la finestra e le tende. La luce accesa dovrebbe indurlo a lasciare il locale. Dopo al massimo 10-15 minuti dovrebbe aver trovato da solo la via d’uscita. Non usare altri mezzi (magari la scopa!), può solo peggiorare le cose agitandolo e innervosendolo troppo. Quando sarà uscito, tira bene le tende davanti alla finestra aperta. Queste verranno percepite come una barriera al pari del vetro delle finestre.
Se si appendesse per riposare puoi raccoglierlo delicatamente prendendolo sempre con uno straccio o un guanto e metterlo fuori, posandolo sul davanzale”

Alcuni recapiti utili:

Valle D’Aosta
Centro Recupero Animali Selvatici Loc. Amerique 127/A, 11020 Quart (AO)

Piemonte
Centro recupero volatili Strada della Ressia 34, 10090 Gassino torinese (TO)
Centro recupero della fauna ungulata Via Alcide de Gasperi 94, frazione Novaretto, Caprie (TO)
Centro Recupero Fauna Selvatica c/o LIPU Asti, frazione Vaglierano 64, 14100 Asti 347/2425611
Centro Recupero Fauna Selvatica c/o Associazione Centro Cicogne e Anatidi, Via Stramiano 30, 12035 Racconigi (CN) 0172/83457
Guardie Venatorie dell’Assessorato Caccia e Pesca della Provincia: 0171/64539
Centro Recupero Animali Selvatici di Cuneo Via Alpi 25, 12010 Bernezzo (CN) 0171/82305; 328/5325296
Centro Recupero Fauna Selvatica del Parco Fluviale del Po Cascina Belvedere, Statale 494, km 70, 27030 Frascarolo (PV) 0384/84676
Servizio Vigilanza Faunistica della Provincia di Alessandria: 0131/304556-771
Ufficio Diritti degli Animali Alessandria: 0131/304558
Ufficio Diritti degli Animali Pavia: 0382/597878

Trentino Alto Adige

Veneto
C.R.S. Verdeblu Malga Derocon Località Malga Derocon, 37020 Erbezzo (VR) 334/1291458 fauna alpina (ungulati e rapaci)
Centro Recupero Animali Selvatici VerdeBlu Verona, Via IV Novembre, 37060 Castel d’Azzano (VR)
Fabrizio Croci 334/1840950; 331/6286228; 334/1840950 NUMERO VERDE 80034400
Centro Recupero Animali Selvatici Via Isonzo 10, 31100 TV Luca Frasson 320/4320671
Centro Recupero Via Vecchia n. 1, 35100 Padova
SOA Fauna LIPU 049/8648957
Polizia Provinciale 049/8201940
dott. Zanin 049/8804277
dott. Miotto 049/8710186
Centro Recupero
Associazione “Il Gheppio”, Via Matteotti 7, 35010 Villafranca (PD) Giorgio Bison 347/6975793
Centro Recupero Rapaci Via Lago 135, 36057 Arcugnano (VI)
WWF Vicenza: 0444/911206
Alberto Fagan, responsabile del centro: 0444/273455; 333/3916687
Ufficio Vigilanza Provincia di Vicenza: 0444/399341-399346
Centro Recupero Animali Selvatici Garofolo di Canaro (RO) dott. Luciano Tarricone: ambulatorio sito a Polesella (RO) S.S. 16, n° 2287/C , 0425/947670; 339/4682583; www.ambulatoriotarricone

Friuli Venezia Giulia
Riserva Marina Miramare Viale Miramare 349, 34014 Grignano (TS)
C.R.A.S. ENPA Via Marchesetti 10/4, Trieste
dalle 17 alle 20, lun-sab: 040/910600; dalle 14 alle 20, lun-sab: 339/1996881; 333/1775353; dalle 8 alle 14: 040/37981
Via Due Fiumi 12, San Canzian di Isonzo, loc. Terranova (Gorizia) Damiano Baradel 0481/711574; 0481/486876
CR mammiferi selvatici Via Borgo di Uviel 42/a, 33080 Frisanco (PN) Loredana Beltrame 0427/78005
CR avifauna selvatica Via Rigolo 47, 33084 Cordenons (PN) Alfredo Milan: 0434/899411 o 340/6018606; BIRD SERVICE: 0434/898849; Franco Milan: 347/2769992; Lorena Pagnucco: 347/2769993
Centro Recupero Via San Daniele 11, Campoformido (UD) Maurizio Zuliani 0432/663503
Centro di Recupero Isola della Cona c/o Isola della Cona, 34079 Staranzano (GO) 348/4462257
Centro Recupero Rapaci di Andreis c/o Parco Naturale Dolomiti Friulane, Via Roma 4, 33080 Cimolais (PN) 0427/87333
Centro Recupero ungulati Via Romana 35, Tarvisio (UD)

Liguria
Acquario di Genova Località Ponte Spinola -16100 Genova 010/2345263 tartarughe marine
Centro Primo Soccorso Salita delle Battistine 14, 16125 Genova 010/879786

Emilia Romagna
Centro Recupero Fauna Selvatica Via delle Tofane 49, 40134 Bologna
Sezione LIPU Bologna: 051/432020 ; Nadia Caselli: 339/8587357
Centro Recupero Animali Selvatici Giardino delle Capinere Via Porta Catena 118, 44122 Ferrara 0532/772077
Centro Recupero Fauna Selvatica Garzaia di Codigoro c/o Sezione WWF, Viale Alfonso I° d’Este 7, 44122 Ferrara
Sezione WWF: 0532/60009; CRFS: 333/3615278; 339/4682583
Fondazione Cetacea Via Ascoli Piceno – 47838 Riccione (RN) 0541/691557; 349/4629067 cetacei e tartarughe marine
Centro Recupero Selvatici San Marco Via Provinciale Godo 125, San Marco, 48100 Ravenna 0544/459407
Centro Recupero Animali Selvatici c/o Associazione MARICLA, via Apollonia 26, 47812 Torre Pedrera di Rimini
Lorenzo Bruschi: 338/8713214; Remo Bruni: 348/2561142; Polizia Provinciale Rimini: 0541/634826; Uff. Tutela Faunistica Rimini: 0541/716206; WWF Rimini: 0541/52530
Centro Recupero Animali Selvatici Casa Rossa
Via Capanna 23, 43038 Sala Baganza (Parma)
338/6817435; 0521/833163
Centro Recupero Animali Selvatici Le Civette
Loc. Salsominore n. 29 (S. Nicomede), 43039 Salsomaggiore Terme (Parma) 339/6302762; 0524/588683; craslecivette@parcostirone.it
Centro Fauna Selvatica Il Pettirosso
Via Nonantolana 1217-1219, 41100 Modena
339/8183676; 339/3535192
Centro tutela e ricerca fauna esotica e selvatica Monte Adone Via Brento 9, 40037 Sasso Marconi (BO) 051/847600
Centro Recupero Animali Selvatici
Via Lunga Inferiore 27, S. Lorenzo, Lugo (RA)
Guardie zoofile 0545/30300
WWF Ravenna 0544/33081
ENPA Lugo 329/3163050
Centro Recupero Animali Selvatici Astore Via Ravegnana 110, Faenza (RA) 349/0599653
Centro Recupero Animali Selvatici L’Aquila
Via Fantoni 47, 40127 Bologna 051/5870774
Centro Recupero Animali Selvatici A.R.C.A. 113 Ecologico Via Roma 4, 44020 Ostellato (FE)
SOS Ricci via Donizetti s.n. 42046 Reggiolo (RE) 339/2942329
Centro di Recupero Tartarughe Acquatiche Alloctone Tartaclub Italia Consorzio di Bonifica Savio e Rubicone di Cesena (FC) Mirko 338/9802651
Centro di Recupero Animali Selvatici Via Primavera 1, 47100 Forlì

Toscana
Centro Recupero Uccelli Marini e Acquatici (CRUMA) Via delle Sorgenti 430, Località Costernino, 57100 Livorno 0586/400226
Centro Recupero Rapaci Via Ponte a Vicchio 48, 50039 Vicchio di Mugello (FI) 347/8781971
CERM – Centro Rapaci Minacciati Via Santa Cristina 6, 58055 Rocchette di Fazio (GR) 0564/986909 ; 347/0340886
Centro Recupero Animali Selvatici della Maremma (C.R.A.S.M.) SO 34, km 3,5, 58055 Semproniano (GR) 0564/986168; 0564/986194; 0564/987164
Per CRASM e CRASE: Marco Aloisi 333/4102143
Centro Recupero Tartarughe Marine WWF Massa Carrara 360/234789
Centro Recupero Animali Selvatici L’Assiolo Via Donizetti, Località Ronchi, Marina di Massa (M. Carrara) 360/234789; 0585/241768
CETRAS c/o Via del Giglio 5, 50053 Empoli (FI) Sandro: 0571/73691 0571/82747; Simona: 347/7375342; Ornella: 0571/76486; Mauro: 347/9082963
Acquario Comunale “D. Cestoni” Via Calzabigi, 54 (sede provvisoria), 57125 Livorno tartarughe marine: 0586/820509-494-533; 340/2919058
Centro Recupero Tartarughe Marine Via Porciatti 12, 58100 Grosseto Riccardo Sirna 347/574710

Umbria
Centro Recupero Animali Selvatici: CORPO FORESTALE DELLO STATO Posto Fisso “Formichella” Tel. 075/8709146 cs.ospedalettosanvenanzo@corpoforestale.it
Gestione: CORPO FORESTALE DELLO STATO Ufficio Territoriale Biodiversità di Assisi Viale Umberto I, n. 5 CAP 06081 Assisi (PG) Tel. 075/812285 utb.assisi@corpoforestale.it

Marche
CRAS WWF del Parco Regionale Gola della Rossa e Frasassi Fraz. Serra 8, genga (AN); Località Vallemontagnana, Fabriano (AN), presso oasi WWF Bosco Frasassi
Jacopo Angelini 338/5984638
CRAS WWF “Ripa Bianca” via Zanibelli 2, 60035 Jesi Riserva Ripa Bianca 0731/619213
Clinica Veterinaria Dorica, Via A. Trionfi 1, Ancona: 071/2806747; 334/6047702; 340/4937117 (dott. Attilio de Cosmo)

Lazio
Centro Recupero Fauna Selvatica Via Aldrovandi 2, Villa Borghese, Roma 06/3201912
Centro Recupero Sperlonga Località Villa di Tiberio – 04029 Sperlonga (LT) 338/1906209 tartarughe marine
Centro Recupero Fauna Selvatica Corso Matteotti 169, 04100 Latina 0773/484993
Centro Recupero Fauna Giardino Faunistico Pian dell’Abatino c/o Parco Faunistico di Pian dell’Abatino, Via Capofarfa 50, 02030 Poggio San Lorenzo (Rieti) 0765/884472; 349/2360510/1/2/3
CRAS della Riserva Naturale Lago di Vico Via Cassia Cimina Km 12, 01032 Caprarola (VT) 320/4304119
Centro Recupero Sabaudia c/o Direzione Parco Nazionale del Circeo, Via Carlo Alberto 107, 04016 Sabaudia (Latina) 0773/511385

Abruzzo
CRRS Pescara CFS Gestione ex-A.S.F.D., Viale Riviera 299, 85123 Pescara 085/73518
Centro Recupero Rapaci Località Valle Capraia, 67030 Barrea (AQ)
Centro Recupero Animali Selvatici Viale Colli dell’Oro, 67032 Pescasseroli (AQ)

Molise
Centro Recupero CRFS LIPU Molise, C.da Faidazzo, 9 – 86043 Casacalenda (CB) Angela Damiano 347/9802245

Campania

CRAS “ex – Frullone” CRAS dell’Istituto di Patologia e Sanità animale dell’Università Federico II –Facoltà di Medicina Veterinaria, presso il presidio Ospedaliero Veterinario di Napoli—ASL Na1 centro—via M. R. Torrepadula 081/2549980; fax 081/2549596
Centro TARTANET Area Marina Protetta Punta Campanella Via Padre Rocco 40, 80061 Massa Lubrense (NA) tartarughe marine: 081/8089877; 334/9915046
NUMERI VERDI: Servizio Pronto Intervento Tartarughe Nazionale: 800904841; Osservatorio Ambiente e Legalità AMP Punta Campanella: 800325051
Stazione Zoologica Anton Dohrn,
Acquario di Napoli Villa Comunale, 1 -80121 Napoli 081/5833222 tartarughe marine
Centro Recupero Fauna Selvatica Via Ferraricci 91, 81100 Caserta
Centro Riabilitazione Rapaci Via Cifelli, Stazione Comando Forestale, 80040 Trecase (NA)

Basilicata
Marine Turtle Rescue Centre Policoro c/o Circolo Velico Lucano Via Lido 75025 Policoro (MT)
Circolo velico: 0835/910097; Numero Verde: 800904841
Centro Recupero Animali Selvatici Oasi di Policoro Piazza Siris 1, Policoro (MT) 0835/1825157; 340/7287994
Progetto Life Rapaci Lucani Riserva Naturale Regionale di San Giuliano – Contrada San Giuliano, 75010 Miglionico (Mt) 339/1637510
Centro Recupero Animali Selvatici Oasi e Riserva naturale Lago di Pignola Contrada Petrucco, 85010 Pantano Pignola (PZ) Gestione: Cooperativa Nova Terra 0971/486142; 347/5168091; 347/7691322
Centro Recupero Animali Selvatici Parco Gallipoli-Cognato, loc. Palazzo, 75011 Accettura (Matera)

Puglia
Centro di Primo Soccorso Tartarughe Marine Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Scienze Marine, Via Pola, 4 -71010 Lesina (FG)
0882/992702
Centro Recupero Tartarughe Marine Manfredonia Parco Nazionale del Gargano -Oasi Lago Salso -Sp.141 delle Saline km 7+400, 71043 Manfredonia (FG) 0884/571508
AREF Via Generale Michele Paliotti 43, 70020 Bitetto (BA) 080/9920283
Centro Recupero Fauna Selvatica Osservatorio Faunistico Provinciale di Lecce – Museo di Storia Naturale del Salento – via Europa 95 Calimera (Lecce)
Centro recupero animali selvatici feriti
– centro accoglienza fauna esotica ferita o abbandonata
– centro primo soccorso per tartarughe marine
320/6586558 Chiara Caputo responsabile Emergency Center Osservatorio Faunistico
320/6586551 Piero Carlino – erpetologo Osservatorio Faunistico/ Museo di Calimera
0832/875301 Segreteria Osservatorio Faunistico
Polizia Provinciale di Lecce 0832/683964
Capitaneria di Porto Gallipoli 0833/266862;0833/261856
Capitaneria di Porto Otranto 0836/801073
Corpo Forestale dello Stato 0832/397415
Centro di prima accoglienza per la fauna Provincia Brindisi, Via Primo Longobardi 23, 72100 Brindisi; Centro di prima accoglienza Fauna Sevatica Sede di Brindisi: via Consolazione n. 3, Sede di Ostuni: Contrada San Lorenzo RETE DI RECUPERO DELLA FAUNA SELVATICA:
Coordinatrice responsabile Biologa Paola Pino d’Astore: 335/6780665; 328/2847108
Veterinario convenzionato Angelo Lobello: 347/3514409; 320/8380427
Polizia Faunistica Provincia di Brindisi: 0831/565119; 335/7387345-351
Corpo Forestale dello Stato Brindisi: 0831/412452-413131
Comando Stazione Forestale di Ostuni: 0831/332050
Capitaneria di Porto di Brindisi: 0831/521022
Guardia Costiera: 0831/590219

Calabria
Centro Recupero Animali Selvatici Via Vinicio Cortese, Parco della Biodiversità Mediterranea, Catanzaro CRAS: 0961/709542; Polizia Provinciale Numero Verde 800555222; Debora Giordano: 339/2652564; Fabio Castagna: 329/7819211; Caterina Garisto 338/9271662; Servizio di Polizia Ecozoofila A.N.P.A.N.A. 0968/431010
Centro Recupero Tartarughe Marine Brancaleone CTS Piazza Stazione -89036 Brancaleone (RC) 0964/934984
Centro Recupero Animali Selvatici Istituto Todaro, Contrada Lacone di Rende (Cosenza) 0984/404279

Sicilia
Centro Recupero Fauna Selvatica LIPU SS 117, Enna 339/2015593; 339/7133140
Centro Recupero Regionale Fauna Selvatica Via del Bosco, Ficuzza (Palermo) 091/8460107; Giovanni Giardina 339/2567961; crrfs_ficuzza@libero.it
Centro Regionale Recupero Fauna Selvatica e Tartarughe Marine Fondo Siciliano per la Natura – Via Gen. Girlando 2, Comiso (RG) 0932/967292; 348/3528210 Gianni Insacco; crfscomiso@virgilio.it
Centro Recupero Tartarughe Caretta caretta Contrada Grecale, 92010 Lampedusa (Agrigento) 338/2198533
Centro Recupero tartarughe marina Via di Pozzolana 13, Linosa (Agrigento) 0922/972076
Centro Recupero Fauna Selvatica di Belpasso Fondo Siciliano per la Natura – S.P. 229/I, località “Valcorrente”, Belpasso (CT) 348/7107914 Luigi Lino
Centro Provinciale di Recupero della Fauna Selvatica di Messina Località Forte Ferro, Azienda Regionale Foreste Demaniali, Messina 333/3600682; 090/662820
Centro Recupero Provinciale Fauna Selvatica e Tartarughe Marine SP 29, Km 12+400, 92011 Cattolica Eraclea (Agrigento) 389/9626409
Centro Recupero Animali Selvatici Via Logoteta 1/c, 98121 Messina Anna Giordano 335/8422029
Deborah Ricciardi 329/7696176
Fabio Grosso 090/360413
Centro recupero 333/3600682

Sardegna
Centro Ospedalizzazione Tartarughe c/o Cooperativa Ittica Nora, Via Santa Croce, 23 Pula (CA) 070/9209544
Centro Recupero Tartarughe Marine dell’ Asinara CTS Parco Nazionale dell’ Asinara, Isola dell’ Asinara, località Fornelli 07046 Porto Torres (SS) 349/7382423
Centro Recupero Tartarughe Marine dell’ Area marina protetta Penisola del Sinis -Isola Mal di
Ventre Piazza Eleonora, 1 -09072 Cabras (OR) 0783/290071
CRAS della Provincia di Cagliari c/o Clinica Veterinaria S.Giuseppe, via Vesalio 13, Cagliari, 24h/24 Dott. Marco Puddu e Dott. Mauro Cavallo 070/500781
Centro Recupero Fauna Selvatica Bonassai Località Bonassai in agro di OLMEDO (SS) 079/389565
La corrispondenza può essere inviata anche presso il Servizio Territoriale di Sassari dell’Ente Foreste Sardegna, via Roma 62 Sassari, specificando come destinatario il CRAS di Bonassai.