REGOLAMENTO 998/2003/CE Movimentazione degli animali da compagnia

MINISTERO DELLA SALUTE DIPARTIMENTO DELLA PREVENZIONE E DELLA COMUNICAZIONE
DIREZIONE GENERALE DELLA SANITA’ VETERINARIA E DEGLI ALIMENTI UFFICIO III
ASSESSORATI ALLA SANITA’ DELLE REGIONI E DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO LORO SEDI
ASSESSORATO ALL’AGRICOLTURA DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO SEDE UFFICI VETERINARI PER GLI ADEMPIMENTI COMUNITARI LORO SEDI
E, p.c. UFFICIO VIII UFFICIO X
Prot.n. DGVA-III/4508/P-I-4-C-B/10
Allegati (nota della Direzione generale).
OGGETTO: REGOLAMENTO 998/2003/CE
Movimentazione degli animali da compagnia.
Esecuzione della vaccinazione nei confronti della rabbia.
La Commissione europea, a seguito di un’apposita richiesta formulata da questa Direzione generale, ha fornito, con nota E2/JF/rd (05) D/52011 datata 26 gennaio 2005, taluni chiarimenti circa l’applicazione del Regolamento in oggetto, in particolare per quanto concerne l’esecuzione della
vaccinazione nei confronti della rabbia dei cani, dei gatti e dei furetti. In tale nota la Commissione osserva come il Regolamento citato faccia riferimento, in relazione ai tempi previsti per l’esecuzione della vaccinazione degli animali nei confronti della rabbia, alle raccomandazioni fornite dai laboratori di fabbricazione dei vaccini nell’ambito delle procedure di registrazione del farmaco; in generale, rileva la Commissione, nelle istruzioni fornite dalle case produttrici è precisato che l’età minima per sottoporre gli animali alla vaccinazione è di 3 mesi. Tuttavia nella nota dell’Esecutivo comunitario si precisa anche come, riguardo all’introduzione nei territori degli Stati membri di animali di età inferiore ai tre mesi, ma vaccinati, deve ritenersi valida una vaccinazione così eseguita qualora le Autorità competenti del Paese di origine dell’ animale confermino che per il vaccino utilizzato registrato sia espressamente precisato, nelle indicazioni della casa produttrice, che il medesimo può essere utilizzato per gli animali di età inferiore ai tre mesi. Ciò posto si informa inoltre che è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 31 del 4.2.2005 la decisione della Commissione del 2 febbraio 2005 (2005/91/CE), che fissa il termine a partire dal quale è considerata valida la vaccinazione antirabbica. Tale decisione dispone tra l’altro che, senza pregiudizio degli articoli 6 e 8 del regolamento 9982003CE, e ai fini dell’applicazione dell’articolo 5, paragrafo 1, punto b) del medesimo, la vaccinazione antirabbica può essere considerata valida soltanto dopo che siano trascorsi 21 giorni dalla fine del protocollo di vaccinazione imposto dal fabbricante per la prima vaccinazione.
In conclusione, quindi, fatta salva la sussistenza delle specifiche condizioni in merito alla possibilità di vaccinare gli animali prima dell’età di tre mesi, in linea generale un animale può essere considerato vaccinato validamente nei confronti della rabbia, e quindi atto alla movimentazione nel territorio comunitario o verso lo stesso in provenienza dai Paesi terzi, soltanto a partire dall’età di 3 mesi più 21 giorni; ciò ovviamente qualora non sia richiesta la titolazione degli anticorpi nei confronti dl virus della rabbia in relazione alla provenienza o destinazione dell’animale.
In considerazione di tutto quanto procede, e facendo particolare riferimento alla nota di questa Direzione Generale prot. N. DGVA-III/32719/P-I.4.C.B/10 del 27 ottobre 2004, che ad ogni buon fine si allega, occorre richiamare l’attenzione di codesti Enti sul fatto che il divieto di introduzione degli animali in Italia, dai Paesi membri, al seguito di viaggiatori o per fini commerciali richiamato nella nota medesima può persistere limitatamente agli animali di età inferiore ai tre mesi non vaccinati o vaccinati ma non nel rispetto di quanto sopra evidenziato; infatti gli animali di età inferiore ai tre mesi, ma vaccinati secondo le succitate condizioni poste dalla Commissione europea, possono, per quanto finora esposto, essere movimentati e introdotti nel territorio nazionale; ciò ovviamente dopo almeno 21 giorni dall’esecuzione della vaccinazione stessa.
Inoltre appare senz’altro opportuno mettere in rilievo come le autorità competenti, in relazione ai tempi del rilascio per gli animali del passaporto comunitario di cui alla decisione 2003803CE della Commissione del 26 novembre 2003, non possano non tenere conto di quanto rappresentato dalla Commissione europea nonché della succitata 200591CE. Per quanto concerne invece specificamente le introduzioni dei cani e dei gatti dai Paesi terzi si evidenzia inoltre che la decisione della Commissione del 3 dicembre 2004 (2004839CE) riguarda le condizioni per i movimenti non commerciali degli animali giovani, come si può infatti evincere dal testo del titolo nella versione inglese, e non per quelli commerciali, come erroneamente riportato nel titolo della versione in italiano; riguardo a tale decisione si coglie l’occasione per far presente altresì che questa Direzione generale non ha a tutt’oggi predisposto alcuna autorizzazione generale per le introduzioni dai Paesi terzi di animali (cani e gatti) di età inferiore ai 3 mesi, non vaccinati per la rabbia, e quindi, ciò stante, tali movimenti devono ritenersi vietati. Tutto ciò considerato si invitano pertanto codesti Enti, ciascuno per la  arte di propria competenza, a voler osservare gli aspetti rilevati con la presente nell’ambito dell’espletamento delle proprie attività riguardo alla materia trattata.
Il Direttore Generale