REGOLAMENTO (CE) n. 1523/2007 – vieta la commercializzazione di pellicce di cane e di gatto

REGOLAMENTO (CE) n. 1523/2007 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
dell’11 dicembre 2007 che vieta la commercializzazione, l’importazione nella Comunità e l’esportazione fuori della Comunità di pellicce di cane e di gatto e di prodotti che le contengono
(Testo rilevante ai fini del SEE)

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE
EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare
gli articoli 95 e 133,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Comitato economico e sociale europeo (1),
deliberando secondo la procedura di cui all’articolo 251 del
trattato (2),
considerando quanto segue:
(1) Nella percezione dei cittadini dell’Unione europea, cani e
gatti sono considerati animali da compagnia, per cui non è
accettabile usare le loro pellicce e i prodotti che le
contengono. Esistono prove dell’esistenza nella Comunità
di pellicce di cane e di gatto non etichettate e di prodotti
contenenti tali pellicce. I consumatori sono pertanto
preoccupati del fatto che potrebbero acquistare pellicce di
cane e di gatto e prodotti che le contengono. Il 18 dicembre
2003 (3) il Parlamento europeo ha adottato una dichiarazione
in cui esprime preoccupazione riguardo al commercio
di tali pellicce e prodotti e chiede che vi venga posto un
termine onde ripristinare la fiducia dei consumatori e dei
dettaglianti dell’Unione europea. Nelle riunioni del
17 novembre 2003 e del 30 maggio 2005 il Consiglio
Agricoltura e pesca ha inoltre sottolineato la necessità di
adottare al più presto norme sul commercio delle pellicce di
cane e di gatto e dei prodotti che le contengono.
(2) È opportuno chiarire che dovrebbero essere interessate dal
presente regolamento solo le pellicce delle specie gatto
domestico e cane domestico. Tuttavia, essendo scientificamente
impossibile differenziare le pellicce di gatto
domestico da quelle di altre sottospecie di gatto non
domestico, è opportuno che il presente regolamento adotti
una definizione di «felis silvestris» che comprenda anche le
sottospecie di gatto non domestico.
(3) Per rispondere alle preoccupazioni dei consumatori,
numerosi Stati membri hanno adottato misure legislative
volte ad impedire la produzione e la commercializzazione
di pellicce di cane e di gatto.
(4) Esistono divergenze fra le disposizioni degli Stati membri
riguardo al commercio, all’importazione, alla produzione e
all’etichettatura delle pellicce e dei prodotti di pellicceria,
allo scopo di impedire la commercializzazione delle pellicce
di cane e di gatto o il loro utilizzo a fini commerciali.
Alcuni Stati membri hanno vietato totalmente la produzione
di pellicce di cane e di gatto vietando l’allevamento e
l’abbattimento di tali animali per la loro pelliccia, mentre
altri hanno adottato restrizioni alla produzione o all’importazione
di pellicce e di prodotti che le contengono. In
alcuni Stati membri sono state stabilite prescrizioni in tema
di etichettatura. È probabile che la crescente sensibilizzazione
dei cittadini riguardo alla questione induca altri Stati
membri ad adottare ulteriori misure restrittive a livello
nazionale.
(5) Di conseguenza, alcuni commercianti di pellicce dell’Unione
europea hanno adottato un codice di condotta
volontario che prevede l’astensione dal commercio di
pellicce di cane e di gatto e di prodotti che le contengono.
Tuttavia tale codice si è rivelato insufficiente per impedire
l’importazione e la vendita di pellicce di cane e di gatto,
soprattutto nel caso dei commercianti che trattano pellicce
la cui specie d’origine non è indicata e non è facilmente
riconoscibile o che acquistano articoli contenenti questo
27.12.2007 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 343/1
(1) GU C 168 del 20.7.2007, pag. 42.
(2) Parere del Parlamento europeo del 19 giugno 2007 (non ancora
pubblicato nella Gazzetta ufficiale) e decisione del Consiglio del
26 novembre 2007.
(3) GU C 91 E del 15.4.2004, pag. 695.
tipo di pellicce e sono esposti al rischio che tali prodotti
non possano essere legalmente commercializzati in uno o
più Stati membri o che il commercio in uno o più Stati
membri debba conformarsi ad ulteriori prescrizioni intese
ad impedire l’utilizzo di pellicce di cane e di gatto.
(6) Le divergenze fra le misure nazionali riguardanti le pellicce
di cane e di gatto costituiscono ostacoli al commercio delle
pellicce in generale. Tali misure impediscono il regolare
funzionamento del mercato interno, poiché l’esistenza di
diverse prescrizioni giuridiche ostacola la produzione di
pellicce in generale e rende più difficile la libera circolazione
nella Comunità delle pellicce legalmente importate o
prodotte nella Comunità. Le diverse prescrizioni giuridiche
dei vari Stati membri comportano oneri e costi aggiuntivi
per i commercianti di pellicce.
(7) L’opinione pubblica è inoltre confusa dalla diversità delle
prescrizioni giuridiche vigenti negli Stati membri, che
costituisce un ostacolo al commercio.
(8) Le misure stabilite dal presente regolamento dovrebbero
quindi armonizzare le norme vigenti negli Stati membri per
quanto concerne il divieto di vendita, d’offerta in vendita e
di distribuzione delle pellicce di cane e di gatto e dei
prodotti che le contengono ed evitare così perturbazioni del
mercato interno per tutti i prodotti simili.
(9) Per eliminare l’attuale frammentazione del mercato interno
è necessaria un’armonizzazione e lo strumento più efficace
e proporzionato per lottare contro gli ostacoli agli scambi
derivanti da prescrizioni nazionali divergenti sarebbe un
divieto di commercializzazione, di importazione nella
Comunità e di esportazione fuori dalla Comunità di pellicce
di cane e di gatto e dei prodotti che le contengono.
(10) L’introduzione di un obbligo di etichettatura non permetterebbe
di conseguire lo stesso risultato, poiché imporrebbe
un onere sproporzionato all’industria dell’abbigliamento,
compresi gli operatori specializzati in pellicce finte, e
comporterebbe inoltre costi sproporzionati nei casi in cui la
pelliccia rappresenta solo una minima parte del prodotto.
(11) Nella Comunità non esiste alcuna tradizione di allevamento
di cani e di gatti da pelliccia, sebbene siano stati rilevati casi
di fabbricazione di pellicce di cane e di gatto. In effetti la
grande maggioranza dei prodotti contenenti pellicce di cane
e di gatto presenti nella Comunità sembra provenire dai
paesi terzi. Per essere più efficace, il divieto imposto sul
commercio intracomunitario dovrebbe quindi essere
accompagnato da un divieto di importazione degli stessi
prodotti nella Comunità. Un siffatto divieto di importazione
risponderebbe, inoltre, alle preoccupazioni espresse
dai consumatori riguardo alla possibile introduzione nella
Comunità di pellicce di cane e di gatto, soprattutto poiché
risulta che tali animali potrebbero essere allevati e abbattuti
con crudeltà.
(12) Il divieto di esportazione dovrebbe altresì garantire che
all’interno della Comunità non vengano prodotti a scopo di
esportazione pellicce di cane e di gatto e prodotti che le
contengono.
(13) È opportuno tuttavia prevedere la possibilità di deroghe
limitate al divieto generale di commercializzazione, importazione
nella Comunità ed esportazione fuori dalla
Comunità di pellicce di cane e di gatto e di prodotti che
le contengono. È il caso delle pellicce di cane e di gatto
importate e commercializzate per finalità didattiche o per la
pratica della tassidermia.
(14) Il regolamento (CE) n. 1774/2002 del Parlamento europeo
e del Consiglio (1) reca norme sulla sanità pubblica e degli
animali relative alla commercializzazione e all’importazione
o esportazione di sottoprodotti di origine animale, incluse
le pellicce di cane e di gatto. È pertanto opportuno chiarire
l’ambito di applicazione del presente regolamento, che
dovrebbe essere l’unico atto ad applicarsi alla commercializzazione
e all’importazione o esportazione di pellicce di
cane e di gatto in tutte le fasi della produzione, inclusa
quella delle pelli da pellicceria gregge. Il presente
regolamento non dovrebbe comunque incidere sugli
obblighi previsti dal regolamento (CE) n. 1774/2002 in
materia di smaltimento di pellicce di cane e di gatto per
ragioni di sanità pubblica.
(15) Le misure per vietare l’utilizzo di cani e gatti per la
produzione di pellicce dovrebbero essere applicate uniformemente
in tutta la Comunità. Le tecniche attualmente
utilizzate per identificare la pelliccia di cane e di gatto, come
la prova del DNA, la microscopia e la spettrometria di
massa MALDI-TOF, variano tuttavia da uno Stato membro
all’altro. È opportuno che le informazioni riguardanti tali
tecniche siano messe a disposizione della Commissione,
affinché gli organi incaricati dell’applicazione della legge
siano mantenuti aggiornati sulle innovazioni del settore e
sia possibile valutare la possibilità di prescrivere una tecnica
uniforme.
(16) Le misure necessarie per l’attuazione del presente regolamento
sono adottate secondo la decisione 1999/468/CE del
Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per
l’esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla
Commissione (2).
(17) In particolare la Commissione ha il potere di stabilire
metodi analitici per identificare le specie d’origine delle
pellicce ed eccezionalmente di adottare misure di deroga ai
divieti di cui al presente regolamento. Tali misure di portata
generale e intese a modificare elementi non essenziali del
presente regolamento, anche integrandolo con l’aggiunta di
nuovi elementi non essenziali, sono adottate secondo la
procedura di regolamentazione con controllo di cui
all’articolo 5 bis della decisione 1999/468/CE.
L 343/2 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 27.12.2007
(1) GU L 273 del 10.10.2002, pag. 1. Regolamento modificato da
ultimo dal regolamento (CE) n. 829/2007 della Commissione (GU
L 191 del 21.7.2007, pag. 1).
(2) GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23. Decisione modificata dalla
decisione 2006/512/CE (GU L 200 del 22.7.2006, pag. 11).
(18) Gli Stati membri dovrebbero definire le norme concernenti
le sanzioni da applicare in caso di violazione delle
disposizioni del presente regolamento e garantirne l’effettiva
applicazione. Tali sanzioni dovrebbero essere efficaci,
proporzionate e dissuasive. In particolare, gli Stati membri
che sequestrano partite di pellicce di cane e di gatto
successivamente all’applicazione del presente regolamento
dovrebbero adottare leggi che permettano la confisca e la
distruzione di tali partite e la sospensione o la revoca delle
licenze di importazione o esportazione concesse ai
commercianti interessati. Gli Stati membri dovrebbero
essere incoraggiati ad applicare sanzioni penali qualora ciò
sia possibile ai sensi del diritto nazionale.
(19) Poiché l’obiettivo del presente regolamento, vale a dire
l’eliminazione degli ostacoli al funzionamento del mercato
interno mediante l’armonizzazione a livello comunitario
dei divieti nazionali riguardanti il commercio di pellicce di
cane e di gatto e dei prodotti che le contengono, non può
essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri e
può essere realizzato meglio a livello comunitario, la
Comunità può intervenire in base al principio di
sussidiarietà di cui all’articolo 5 del trattato. Il presente
regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire
tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità
enunciato nello stesso articolo,
HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Obiettivo
Lo scopo del presente regolamento è vietare la commercializzazione,
l’importazione nella Comunità e l’esportazione fuori della
Comunità di pellicce di cane e di gatto e di prodotti che le
contengono, al fine di eliminare ostacoli al funzionamento del
mercato interno e di indurre i consumatori a confidare
nuovamente nel fatto che i prodotti di pellicceria che i
consumatori acquistano non contengono pellicce di cane e di
gatto.
Articolo 2
Definizioni
Ai fini del presente regolamento si intende per:
1) «gatto», un animale della specie felis silvestris;
2) «cane», un animale della sottospecie canis lupus familiaris;
3) «commercializzazione», la detenzione di pellicce di cane e/o
di gatto o di prodotti che le contengono, a scopo di vendita,
inclusa l’offerta in vendita, la vendita e la distribuzione;
4) «importazione», l’immissione in libera pratica ai sensi
dell’articolo 79 del regolamento (CEE) n. 2913/92 del
Consiglio, del 12 ottobre 1992, che istituisce un codice
doganale comunitario (1), escluse le importazioni prive di
qualsiasi carattere commerciale di cui all’articolo 45,
paragrafo 2, lettera b), del regolamento (CEE) n. 918/83
del Consiglio, del 28 marzo 1983, relativo alla fissazione
del regime comunitario delle franchigie doganali (2);
5) «esportazione», l’operazione che permette alle merci
comunitarie di uscire dal territorio doganale della Comunità,
ai sensi dell’articolo 161 del regolamento (CEE)
n. 2913/92.
Articolo 3
Divieti
Sono vietate la commercializzazione, l’importazione nella
Comunità e l’esportazione fuori della Comunità di pellicce di
cane e di gatto e di prodotti che le contengono.
Articolo 4
Deroghe
In deroga all’articolo 3, la Commissione può eccezionalmente
adottare misure che autorizzino la commercializzazione,
l’importazione o l’esportazione di pellicce di cane e di gatto o
di prodotti che le contengono, per finalità didattiche o per la
pratica della tassidermia.
Tali misure, intese a modificare elementi non essenziali del
presente regolamento e che stabiliscono le condizioni di
applicazione di dette deroghe, sono adottate secondo la
procedura di regolamentazione con controllo di cui all’articolo 6,
paragrafo 2.
Articolo 5
Metodi di identificazione della specie d’origine delle pellicce
Gli Stati membri informano la Commissione dei metodi analitici
che utilizzano per identificare la specie d’origine delle pellicce
entro il 31 dicembre 2008 e successivamente ogni volta che
nuovi sviluppi lo richiedano.
La Commissione può adottare misure che stabiliscono i metodi
analitici da utilizzare per identificare la specie d’origine delle
pellicce. Tali misure, intese a modificare elementi non essenziali
del presente regolamento integrandolo con nuovi elementi, sono
adottate secondo la procedura di regolamentazione con
controllo di cui all’articolo 6, paragrafo 2, e sono incluse
nell’allegato del presente regolamento.
Articolo 6
Comitato
1. La Commissione è assistita dal comitato permanente per la
catena alimentare e la salute degli animali istituito dall’articolo 58,
paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2002, che stabilisce i
27.12.2007 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 343/3
(1) GU L 302 del 19.10.1992, pag. 1. Regolamento modificato da
ultimo dal regolamento (CE) n. 1791/2006 (GU L 363 del
20.12.2006, pag. 1).
(2) GU L 105 del 23.4.1983, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo
dall’Atto di adesione del 2003.
principi e i requisiti generali della legislazione alimentare,
istituisce l’Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa
procedure nel campo della sicurezza alimentare (1).
2. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si
applicano l’articolo 5 bis, paragrafi da 1 a 4, e l’articolo 7 della
decisione 1999/468/CE, tenendo conto delle disposizioni
dell’articolo 8 della stessa.
Articolo 7
Relazioni
Gli Stati membri riferiscono alla Commissione in merito alle
iniziative adottate per dare applicazione al presente regolamento.
La Commissione riferisce al Parlamento europeo e al Consiglio in
merito all’applicazione del presente regolamento, anche in
ambito doganale, entro il 31 dicembre 2010.
Le relazioni della Commissione sono rese accessibili al pubblico.
Articolo 8
Sanzioni
Gli Stati membri stabiliscono le norme in materia di sanzioni in
caso di violazione del presente regolamento e prendono i
provvedimenti necessari per la loro applicazione. Le sanzioni
previste devono essere efficaci, proporzionate e dissuasive. Gli
Stati membri notificano le relative disposizioni alla Commissione
entro il 31 dicembre 2008 e provvedono poi a notificare
immediatamente le eventuali modifiche successive.
Articolo 9
Entrata in vigore e applicabilità
Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno
successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione
europea.
Esso è applicabile a decorrere dal 31 dicembre 2008.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Strasburgo, addì 11 dicembre 2007.
Per il Parlamento europeo
Il presidente
H.-G. PÖTTERING
Per il Consiglio
Il presidente
M. LOBO ANTUNES
L 343/4 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 27.12.2007
(1) GU L 31 dell’1.2.2002, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo
dal regolamento (CE) n. 575/2006 della Commissione (GU L 100
dell’8.4.2006, pag. 3).