Stop all’allevamento in gabbia

Centinaia di milioni di animali vivono questo incubo in allevamenti di tutta Europa. Le scrofe sono costrette ad allattare i loro piccoli in gabbia; conigli e quaglie trascorrono l’intera vita in gabbie di batteria; vitelli molto giovani sono rinchiusi in box individuali; molte galline sono ancora in gabbia e anatre e oche sono ingabbiate per essere alimentate forzatamente per produrre foie gras.
Insieme possiamo liberare l”Europa da queste gabbie. Partecipa e firma la nostra Iniziativa dei cittadini europei (petizione) che chiede all’Europa di vietare le gabbie negli allevamenti. Se ci uniamo raggiungendo un milione di firme, potremmo avere un futuro senza gabbie.
FIRMA SUL SITO : www.endthecageage.eu
Sul sito troverete i moduli da scaricare per la raccolta firme cartacea.
L’allevamento in gabbia è un incubo a cui possiamo mettere fine.
Il Comitato U.G.D.A Onlus ha aderito all”iniziativa popolare per vietare le gabbie .
Forza servono un milione di firme!!!!

Il comitato UGDA al Parlamento Europeo

La delegazione italiana partita da Milano l”8 giugno 2018. Il Comitato è stato rappresentato dall”avvocato Patrizia d”Elia Palmieri.

L”evento è proposto e ideato da Stefan Eck (eurodeputato tedesco del Gruppo GUE, Partito degli Animali).

Un pomeriggio di dibattito, scambio di opinioni e proposte tra Philip Wollen, gli eurodeputati presenti, e i partecipanti all”evento, attivisti e rappresentanti di ONG da diversi stati membri che difendono i diritti degli animali.

Il programma prevede un dibattito su questi temi:

1.Fame nel mondo e aumento popolazione mondiale;

2. Riscaldamento globale, distruzione degli ecosistemi marini, deforestazione, specie in via di estinzione;

3. Sfruttamento risorse naturali, contaminazione dell’acqua , erosione del suolo;

4. Impatto del consumo di carne sulla salute umana e sull’ambiente, uso di pesticidi in agricoltura e declino della biodiversità;

5. Sofferenza degli animali da allevamento e macello;

6. Soluzioni per i problemi sopra menzionati.

E altri punti suggeriti dai partecipanti.

UGDA ha portato l’argomento del randagismo e dei maltrattamenti.
Avanti tutta!

Cagnolina Siria

Il 19 dicembre 2018 si è tenuto il processo relativo alla vicenda della cagnolina Siria del quale la sentenza é stata letta con motivazione dal G.M. del Tribunale Penale di Bergamo, dott.ssa Bertoja.
L”imputato si é avvalso del patteggiamento e ha ottenuto condanna a mesi 8 di reclusione- pena sospesa, dato lo stato di incensuratezza e a rifondere alle parti civili le spese legali. Trattandosi di patteggiamento, non é stato possibile riconoscere alle parti civili il risarcimento dei danni morali cagionati dalla efferatezza dell”azione criminosa.
Le parti civili regolarmente costituite erano 5.
Sono piaciute le seguenti parole lette in motivazione e con cui si spiegava perché non fossero state concesse le attenuanti generiche, e cioè: ” la particolare crudeltà del tentativo di uccisione di un animale sofferente, seppellendolo ancora in vita”.
Sì, perché, essendo la povera Siria morta dopo qualche giorno dal momento in cui era stata tirata fuori da gente che passava per caso dalla sua tomba, persone colpite dai suoi flebili lamenti, l”ipotesi di reato é il tentativo e non il reato consumato. Quindi la pena é logicamente inferiore.
Vi comunichiamo, inoltre, che l’altro imputato, il “compassionevole ” proprietario di Siria ha anche lui scelto la strada del patteggiamento ed il processo é fissato per marzo.
L”unica considerazione che ci conforta é che Siria non solo ormai é in un luogo dove nessuno potrà farle più del male, ma che almeno é stata accarezzata ed accudita prima di morire, sotto una copertina di lana perché non avesse freddo. Presente in aula a rappresentare il Comitato UGDA Onlus l”Avvocato Patrizia D”Elia Palmieri che si è attivata anche per la denuncia UGDA .